Bardonecchia resta zona rossa, tra fango e paura dopo l’ultima ondata di maltempo
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Redazione Interno
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La valle di Susa, e in particolare Bardonecchia, continua a essere segnata in rosso nelle mappe del rischio idrogeologico diffuse da Arpa Piemonte. Un’allerta che non accenna a placarsi, dopo che lunedì sera l’acqua e il fango hanno travolto strade, abitazioni e vite umane, proprio come accaduto due anni fa. Mentre gli esperti segnalano la possibilità di "numerosi ed estesi" effetti sul territorio, la macchina dei soccorsi e dei volontari lavora senza sosta per ripristinare una normalità che sembra sempre più fragile.
A pochi chilometri di distanza, nella cintura torinese, il maltempo si è manifestato con violenza inaudita. A Settimo Torinese, una tromba d’aria ha sradicato alberi, scoperchiato tetti e lasciato dietro di sé danni ingenti, mentre nell’Alta Val Susa il ponte di Oulx è crollato sotto la furia dei torrenti in piena. Ma è a Bardonecchia che la tragedia ha assunto i contorni più drammatici.
Al civico 66 di via Medail, la via principale del paese, un cartello annuncia la chiusura per lutto. Franco Chiaffrino, commerciante di frutta e verdura, aveva appena spento 70 candeline quando è stato travolto dalla corrente mentre si recava al magazzino nella zona industriale. «Abbiamo sentito un boato, poi è arrivato un fiume di fango», racconta un testimone, mentre in piazza Europa, davanti alla stazione, i volontari spalano terra e detriti sotto un sole che sembra beffardo. «Per me non è cambiato niente», commenta amaro un dipendente della stazione di servizio Tamoil, impegnato a ripulire l’officina allagata.




