Addio a Giancarlo Piretti, visionario della sedia Plia

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Bologna perde una delle sue figure più luminose nel firmamento del design mondiale. Si è spento, all’età di ottantacinque anni, Giancarlo Piretti, l’artefice di quell’oggetto divenuto icona assoluta e familiare in case e musei: la sedia Plia. La sua creatività, che seppe cogliere l’essenziale trasformandolo in un prodotto di straordinaria eleganza e praticità, lascia un vuoto nel panorama progettuale internazionale, un panorama che lui stesso contribuì a ridefinire in maniera indelebile a partire dalla fine degli anni Sessanta. La sua opera più celebre, appunto, è quella sedia pieghevole e trasparente che, concepita nel 1967, trovò posto appena cinque anni dopo nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York, dove è esposta da decenni a testimonianza di un valore che trascende le mere logiche di mercato per attestarsi su un piano puramente estetico e concettuale.

La genesi di un'icona tra arte e industria

Piretti, nativo di Bologna e formatosi all’Accademia di Belle Arti, intrecciò presto il suo percorso con quello di una realtà industriale del territorio, l’Anonima Castelli, dando vita a una collaborazione destinata a produrre pezzi di straordinario successo. Fu in quel contesto, unendo come pochi altri il rigoroso sapere artigianale alla più libera ispirazione artistica, che il designer sviluppò il progetto della Plia. L’intuizione fu rivoluzionaria: utilizzare pochi materiali, una struttura in alluminio e sedute in plastica trasparente, per creare un oggetto leggero, robusto e di una semplicità disarmante, capace di piegarsi su sé stesso con un gesto unico. Questa caratteristica, unita a un’estetica che sembrava sospesa tra il concreto e l’immateriale, le valse un immediato consenso di critica e di pubblico, trasformandola in un simbolo dell’ingegno italiano nel mondo.

Riconoscimenti e eredità di un percorso creativo

Il lavoro di Piretti, peraltro, non si limitò al solo celeberrimo sedile. La sua carriera, costellata di realizzazioni innovative e di grande appeal commerciale, fu coronata da premi prestigiosi, tra i quali spicca il Compasso d’Oro, vinto in due distinte occasioni. Tali riconoscimenti sottolineano come la sua ricerca abbia sempre mantenuto un perfetto equilibrio tra sperimentazione formale e funzionalità pratica, producendo oggetti che, pur nati in un’epoca ben precisa, dimostrano una modernità e una freschezza ancora oggi attuali, continuando a essere prodotti e ricercati. Alcuni di essi, oltre alla Plia, fanno parte di collezioni museali e costituiscono capitoli fondamentali nella storia del design industriale del Novecento.

Il cordoglio per la scomparsa di un maestro

Alla notizia della scomparsa, le espressioni di dolore non hanno tardato ad arrivare dalle istituzioni e dall’ambiente culturale. L’assessore alla Cultura del comune, Mauro Felicori, ha voluto ricordare Piretti definendolo “un artista assolutamente originale del design internazionale”, capace di unire il genio artistico al più concreto sapere della progettazione. Un giudizio che riassume la statura di un creativo la cui opera ha superato i confini nazionali per imporsi a livello globale, portando il nome di Bologna e del made in Italy in ogni angolo del pianeta. La sua eredità, materiale e immateriale, resta dunque custodita non solo nei musei e nelle case di milioni di persone, ma anche nell’ispirazione che continua a offrire a nuove generazioni di designer.

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