Banco BPM cresce, Barclays alza le stime e conferma il target a 17,2 euro

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Banco BPM ha registrato risultati trimestrali superiori alle attese, spingendo Barclays a rivedere al rialzo le stime sull’istituto e a confermare il target price a 17,2 euro. Nel secondo trimestre l’utile netto della banca ha raggiunto 581 milioni di euro, un valore superiore sia alle previsioni della stessa Barclays sia al consenso di mercato. Il miglioramento dei risultati si accompagna a una revisione della guidance sulla distribuzione complessiva agli azionisti per il periodo 2024-2027, salita da 6 a circa 7 miliardi di euro, mentre il CET1 ratio atteso resta ben oltre la soglia minima del 13%.

La semestrale di Banco BPM ha evidenziato un utile netto pari a 1.060,3 milioni di euro, con un confronto in calo del 15,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il risultato dell’anno precedente, però, aveva beneficiato anche della rivalutazione da 201,8 milioni di euro della partecipazione in Anima. Considerando l’utile netto adjusted, il valore raggiunge invece 1.077 milioni di euro, in crescita del 7% e indicato come nuovo massimo storico per la banca. I dati della prima metà dell’anno hanno quindi sostenuto la decisione di aumentare la remunerazione destinata agli azionisti.

Banco BPM aumenta la distribuzione agli azionisti dopo i risultati semestrali

Alla luce dei risultati raggiunti, Banco BPM prevede un aumento dell’interim dividend che sarà pagato nel 2026, portandolo a circa 0,5 euro rispetto agli 0,46 euro distribuiti nel 2025. La cifra complessiva destinata agli azionisti arriverà così a circa 750 milioni di euro, contro i circa 700 milioni dell’anno precedente. La crescita della distribuzione si inserisce nel quadro della nuova previsione sulla remunerazione complessiva 2024-2027, aggiornata verso un valore vicino ai 7 miliardi di euro.

La posizione patrimoniale dell’istituto resta uno degli elementi evidenziati nelle valutazioni positive arrivate dopo la trimestrale. Banco BPM mantiene infatti un CET1 ratio atteso superiore al 13%, livello indicato nelle nuove prospettive della banca. I risultati economici, l’aumento dell’obiettivo di distribuzione e la conferma del target da parte di Barclays hanno rafforzato l’attenzione sul titolo Banco BPM e sulle prospettive finanziarie dell’istituto.

La possibile integrazione con Crédit Agricole Italia e i numeri del nuovo gruppo

Accanto ai risultati economici, resta centrale il tema della possibile integrazione tra Banco BPM e Crédit Agricole Italia. Un’eventuale fusione tra i due gruppi potrebbe creare una realtà con quasi 298 miliardi di euro di attivi, oltre 24 miliardi di patrimonio netto, più di 2.300 filiali e circa 31.000 dipendenti. Sono dimensioni che definiscono il peso industriale dell’ipotesi, sulla quale nei giorni scorsi si è espresso anche l’amministratore delegato di Banco BPM Giuseppe Castagna, definendo un’eventuale integrazione molto solida dal punto di vista industriale.

La proposta di integrazione è stata rilanciata venerdì 31 luglio dal primo socio di Banco BPM, Crédit Agricole, mentre veniva respinta l’ipotesi di nozze tra la partecipata e Mps. Al momento non esiste ancora un’offerta formale, ma i vertici della banque verte hanno indicato la preferenza per un’unione delle attività italiane con Piazza Meda. Il possibile progetto resta quindi legato all’evoluzione dei rapporti tra i due gruppi e alle valutazioni sul futuro assetto del settore bancario.

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