LaGuardia, scontro tra aereo e camion dei pompieri: morti i due piloti, decine di feriti
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Redazione Esteri
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La pista dell’aeroporto LaGuardia, a New York, si è trasformata domenica sera in un teatro di devastazione e dolore. Un volo Air Canada Express, proveniente da Montreal, ha impattato violentemente contro un mezzo antincendio posizionato sulla pista. Il bilancio, fornito nella notte dalle autorità, è pesante e definitivo per quel che riguarda i membri dell’equipaggio di condotta: Kathryn Garcia, direttrice esecutiva dell’Autorità Portuale di New York e New Jersey, ha confermato la scomparsa di entrambi i piloti, vittime di uno schianto che ha letteralmente polverizzato il muso del velivolo.
A bordo del Bombardier CRJ-900, operato da Jazz Aviation per conto della compagnia di bandiera canadese, viaggiavano settantadue passeggeri e quattro membri dell’equipaggio. L’impatto, avvenuto intorno alle 23:40 ora locale (le 5:40 di lunedì in Italia) sulla cosiddetta Runway 4, ha innescato una macchina dei soccorsi immediata che ha portato all’ospedalizzazione di quarantuno persone. Trentadue di queste, come reso noto dalla stessa Garcia nel corso di una conferenza stampa tenutasi all’alba di lunedì, hanno già ricevuto le dimissioni; per altri passeggeri e membri dell’equipaggio, invece, la prognosi rimane riservata a causa delle gravi ferite riportate.
La dinamica e le indagini: il contrordine della torre di controllo
Le ricostruzioni preliminari, suffragate dai dati di volo e dai primi rilievi sul campo, dipingono uno scenario di alta complessità operativa. Il mezzo dei vigili del fuoco coinvolto, un veicolo Aircraft Rescue and Firefighting (ARFF) di proprietà della stessa Autorità Portuale, non si trovava sulla pista per caso: era stato inviato per gestire un’altra emergenza segnalata su un volo United Airlines. In quei concitati frangenti, il flusso delle comunicazioni tra la torre di controllo e i mezzi a terra ha subito un’alterazione fatale.
Un registrato audio, diffuso dalle emittenti locali, cattura il momento in cui il controllore impartisce l’autorizzazione a un veicolo – identificato come “Truck 1” – ad attraversare un tratto della pista, per poi rendersi conto dell’errore e tentare disperatamente di fermarlo. L’ordine “Stop, Truck 1. Stop” risuona nelle comunicazioni, seguito dalla frenetica richiesta di dirottare gli altri aeromobili in avvicinamento. Era ormai troppo tardi per il volo Air Canada Express, che secondo i dati di Flightradar24 viaggiava a circa 24 miglia orarie (circa 38 km/h) al momento dello scontro.
La chiusura dello scalo e la reazione dell’Enac
A seguito della collisione, che ha causato ingenti danni strutturali al velivolo lasciandolo inclinato con il muso in aria, la Federal Aviation Administration (Faa) ha immediatamente emesso un ordine di chiusura totale dell’aeroporto. Lo scalo rimarrà inaccessibile fino alle 14:00 (ora locale) di lunedì, consentendo al National Transportation Safety Board (Ntsb) di avviare le indagini approfondite sul disastro.
L’eco dell’incidente ha varcato i confini americani, trovando eco anche in Italia dove Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac (l’ente che garantisce la sicurezza del volo nazionale), ha offerto una lettura del contesto in cui si inserisce la tragedia. Interpellato sulla vicenda, Di Palma ha sottolineato come a livello globale il numero dei voli sia in forte e costante aumento: una pressione crescente che si traduce in uno stress operativo significativo per gli aeroporti e per il personale addetto alla sicurezza. Sebbene si attendano gli esiti tecnici dell’inchiesta americana per stabilire le responsabilità precise, l’ipotesi di un errore umano – magari favorito dalla complessità della gestione del traffico di superficie – rappresenta un punto di partenza per una riflessione più ampia sulla necessità di rivedere le regole e le tecnologie impiegate negli scali internazionali.
Le conseguenze e la situazione dei feriti
Mentre gli investigatori setacciano i rottami e analizzano i secondi precedenti l’impatto, la conta dei feriti rimane uno degli aspetti più drammatici della vicenda. Oltre ai passeggeri, anche due poliziotti dell’Autorità Portuale che si trovavano a bordo del camion dei pompieri sono rimasti coinvolti. Le loro condizioni, inizialmente descritte come stabili, rientrano nel novero dei feriti gravi menzionati dalla direttrice Garcia.
Le operazioni di evacuazione sono state complesse, come testimoniano le immagini che mostrano le scale d’emergenza posizionate lungo la fusoliera per far defluire i passeggeri dai portelli di emergenza. Nonostante la violenza dell’urto, che ha distrutto la cabina di pilotaggio, il resto della struttura dell’aeromobile ha retto, evitando un numero ancora più alto di vittime. I feriti sono stati distribuiti tra l’Elmhurst Hospital e il Queens Presbyterian Hospital, dove i medici hanno lavorato per tutta la notte per stabilizzare i casi più critici. La chiusura prolungata dello scalo, uno dei più trafficati della costa orientale, sta già provocando una cascata di cancellazioni e ritardi che si riverberano sul traffico aereo nazionale statunitense.




