Serie A ai Mondiali 2026: flop e numeri impietosi in America

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Solo il cinque per cento dei calciatori dei Mondiali gioca in Serie A ai Mondiali 2026, un dato che fotografa il peso ridotto del campionato italiano nella competizione tra Stati Uniti, Canada e Messico. Sono circa 71 i giocatori che militano nel nostro campionato, a fronte di una presenza complessiva di 72 atleti indicati nelle statistiche della manifestazione. La Premier League, invece, domina con 172 convocati, consolidando una distanza numerica evidente rispetto alla Serie A. Il quadro evidenzia come il calcio italiano, un tempo centrale nelle grandi rassegne internazionali, oggi incida in misura molto più contenuta nelle scelte delle nazionali impegnate nel torneo.

Il calo della Serie A nelle scelte dei convocati

C’era una volta la Serie A che ai Mondiali rappresentava una delle principali fonti di talenti e stelle capaci di incidere sulle partite più importanti. Oggi, nel 2026, lo scenario descritto nelle analisi sul torneo in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico mostra un rendimento dei giocatori che militano in Italia nettamente ridimensionato. Le eccezioni risultano poche e il livello complessivo dei convocati provenienti dal campionato italiano appare inferiore rispetto a quello di altre leghe considerate, sulla carta, meno prestigiose. Questo cambiamento evidenzia una perdita di centralità progressiva della Serie A nelle dinamiche delle nazionali impegnate nella competizione mondiale.

Numeri e confronto con le altre leghe internazionali

Le statistiche diffuse sulla competizione indicano una distanza netta tra la Serie A e la Premier League, che porta ai Mondiali 172 calciatori. In confronto, il campionato italiano si ferma a circa 71 giocatori presenti tra i convocati, con una percentuale complessiva vicina al cinque per cento del totale. Il dato, attribuito alle rilevazioni riportate, viene descritto come impietoso per il calcio italiano. Il contesto numerico evidenzia anche il ruolo predominante di altre leghe nel fornire giocatori alle nazionali impegnate tra Stati Uniti, Canada e Messico, mentre il peso della Serie A risulta sensibilmente ridotto rispetto al passato recente.

Parallelamente ai numeri sulla Serie A, il dibattito riguarda anche la Nazionale italiana, assente dalla fase finale dei Mondiali da dodici anni. Il riferimento è alle difficoltà accumulate nei cicli recenti, incluso il terzo Mondiale consecutivo sfumato ai rigori contro la Bosnia, elemento che ha alimentato il lavoro di ricostruzione del movimento. In queste ore il nuovo presidente della Figc Giovanni Malagò sta impostando un percorso che guarda al 2030, quando la competizione si giocherà tra Spagna, Portogallo e Marocco, con l’obiettivo di riportare l’Italia al torneo passando possibilmente dal girone di qualificazione diretto e non attraverso i playoff.

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