La linea dura di Trump: arrestata un’altra studentessa per le proteste pro-Palestina alla Columbia
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Redazione Esteri
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La Columbia University, uno degli atenei più prestigiosi degli Stati Uniti, si trova al centro di una crisi che sembra non avere fine. Dopo l’arresto di Mahmoud Khalil, leader delle proteste pro-Palestina nel campus, un nuovo episodio ha scosso l’università: la polizia federale ha fermato Leqaa Kordia, studentessa palestinese originaria della West Bank, con un visto scaduto da gennaio 2022. L’arresto, avvenuto senza che gli agenti presentassero un mandato o si identificassero, rientra in una strategia più ampia, annunciata dall’amministrazione Trump, che punta a reprimere con fermezza le manifestazioni legate al conflitto israelo-palestinese.
Kordia, già arrestata lo scorso aprile per aver partecipato a una protesta, è stata prelevata dagli agenti dell’ufficio immigrazione mentre si trovava nel campus. La sua detenzione, come quella di Khalil, ha sollevato interrogativi sulle modalità operative delle forze dell’ordine, che sembrano agire senza rispettare i protocolli abituali. La moglie di Khalil, Noor Abdalla, incinta di otto mesi, aveva documentato l’arresto del marito con il cellulare, denunciando l’assenza di un mandato e la mancata identificazione degli agenti.
Giovedì sera, intanto, il dipartimento per la Sicurezza nazionale (Dhs) ha condotto perquisizioni in due dormitori della Columbia, senza effettuare arresti o rimuovere oggetti. Katrina Armstrong, presidente ad interim dell’università, ha definito l’episodio “straziante”, sottolineando che nessuno è stato trattenuto. Tuttavia, la presenza di agenti federali nel campus ha alimentato il clima di tensione, già palpabile dopo gli arresti degli ultimi giorni.
La situazione alla Columbia riflette un contesto più ampio, in cui le proteste studentesche vengono affrontate con misure sempre più severe. Khalil, nonostante fosse in possesso di una green card, è stato prelevato da funzionari dell’immigrazione, mentre Kordia rischia ora l’espulsione per il visto scaduto. Questi episodi, che hanno portato alla luce questioni legate ai diritti degli studenti e alla libertà di espressione, continuano a dividere l’opinione pubblica, mentre l’università cerca di mantenere un equilibrio tra sicurezza e tutela delle libertà individuali.




