Il cedolino Inps via email supera i 3 milioni di utenti e viaggia verso i 2,5 milioni di accessi mensili

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, con un comunicato diffuso il 15 aprile 2026, ha messo nero su bianco numeri che raccontano una trasformazione silenziosa ma ormai consolidata: quella del rapporto tra i pensionati italiani e gli strumenti digitali. Il dato più eclatante, quello che restituisce la portata del fenomeno, riguarda gli accessi mensili al servizio “Cedolino della pensione” sul portale istituzionale: da gennaio a marzo di quest’anno si è costantemente navigato oltre i due milioni di visualizzazioni, toccando il picco a febbraio con 2.551.131 richieste, preceduto da gennaio a 2.491.126 e seguito da marzo a 2.086.116. Per il solo periodo che va dal primo all’12 aprile, vengono conteggiati già 429.501 accessi, un dato parziale che lascia intendere come la soglia dei due milioni verrà nuovamente superata anche per il quarto mese dell’anno.

L’invio diretto in posta elettronica, una comodità che fa risparmiare tempo e carta

Oltre alla consultazione attiva sul sito, l’Inps ha incentivato con decisione la ricezione passiva del cedololo direttamente nella casella di posta. Ad aprile 2026, comunica l’ente, sono più di tre milioni i pensionati che hanno scelto di attivare questa modalità: un bacino di utenza che cresce mese dopo mese, e che l’Istituto descrive come “massima comodità” – proprio con queste parole – perché solleva l’iscritto dall’obbligo di accedere manualmente ogni trenta giorni al portale. Un vantaggio, viene spiegato, che ha anche una ricaduta concreta sulla riduzione delle comunicazioni cartacee, senza però mai abbandonare la trasparenza fiscale che il documento si porta dietro. Nel cedolino, infatti, trovano spazio tutte le voci che compongono l’assegno finale: un dettaglio che lo rende molto più di una semplice notifica di accredito.

Come si attiva il servizio: pochi passaggi nell’area riservata MyInps

Per ricevere il cedolino di aprile 2026 – e quelli successivi – direttamente via mail, l’utente deve compiere una serie di operazioni all’interno dell’area riservata MyInps, raggiungibile tramite Spid, Cie o Cns. Una volta entrato, occorre cercare la voce “Cedolino della pensione” e poi spostarsi nella sezione “Gestione consensi”, collocata all’interno di “Contatti e consensi”. Qui si possono controllare i propri recapiti e abilitare l’opzione per l’invio della Certificazione Unica e del cedolino stesso; per completare l’operazione, l’ente invia un codice di verifica via email o sms, da inserire nella procedura. Nessun passaggio è lasciato al caso, e la sequenza – a detta dell’Inps – garantisce la piena padronanza del proprio flusso informativo.

Tre milioni di pensionati hanno già scelto la svolta digitale

Il sorpasso dei tre milioni di iscritti alla ricezione via posta elettronica rappresenta un punto di svolta nell’accelerazione tecnologica della previdenza italiana. Un risultato che l’ente stesso ha annunciato con una certa enfasi, perché fotografa un pubblico – quello dei pensionati – spesso ritenuto refrattario alle innovazioni digitali, ma che nei fatti sta dimostrando una domanda crescente di semplicità e rapidità. La possibilità di avere il cedolino sempre a portata di click, senza doversi ricordare scadenze o credenziali per l’accesso al sito ogni mese, sta convincendo centinaia di migliaia di persone. E i numeri diffusi a metà aprile 2026 non lasciano spazio ad altre interpretazioni: la strada è tracciata, e il flusso degli accessi – oltre due milioni e mezzo nei mesi più intensi – ne è la prova più evidente.

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