Milan in crisi: Leao brilla, ma i centrali deludono

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il Milan, dopo la sconfitta a Torino, non ha saputo riscattarsi neppure a Bologna, perdendo 2-1 e vedendo svanire le ultime residue speranze di agganciare la zona Champions. Una squadra che, nonostante le premesse, si è mostrata fragile e poco convincente, confermando una stagione altalenante e deludente. Tra le file rossonere, l’unico a emergere è stato Rafa Leao, autore del gol del temporaneo vantaggio e premiato con un 6,5 nelle pagelle de La Repubblica. Gli altri, invece, hanno deluso, in particolare i due centrali, giudicati tra i peggiori in campo.

La partita, giocata in un clima teso, ha visto il Milan partire con qualche slancio, ma presto affondato da errori difensivi e da una gestione del gioco poco incisiva. Leao, che ha cercato di trascinare i compagni, si è ritrovato spesso solo, costretto a creare gioco e finalizzare senza un adeguato supporto. Nonostante il suo impegno, la squadra non è riuscita a mantenere il vantaggio, cedendo sotto i colpi di un Bologna più organizzato e determinato.

Tra i pochi a salvarsi, oltre a Leao, ci sono stati Yunus Musah e Yacine Adli, entrambi valutati con un 6. Gli altri, invece, hanno mostrato lacune evidenti, specialmente in fase difensiva, dove gli errori hanno pesato come macigni. Il gol del pareggio bolognese, inizialmente contestato dai rossoneri, è stato giudicato regolare dall’arbitro Mariani, supportato dal VAR. L’azione, ricostruita nei dettagli, ha confermato l’assenza di un tocco di mano e ha evidenziato come Musah avesse tenuto in gioco l’avversario, rendendo il gol valido.

Il post-partita è stato caratterizzato dalla rabbia di Leao, che ha preferito non approfondire le sue dichiarazioni per evitare ulteriori polemiche. “Se parlo, diventa un casino”, ha dichiarato, lasciando trasparire un malcontento diffuso nello spogliatoio. Anche il tecnico Sergio Conceiçao, pur assumendosi le responsabilità, ha lasciato intendere di essere pronto a fare le valigie se la sua guida fosse considerata il problema.

La partita, recupero della nona giornata rinviata a ottobre a causa dell’alluvione che colpì Bologna e le zone limitrofe, aveva un valore simbolico oltre che sportivo. Quell’evento drammatico, che causò un decesso, diversi feriti e migliaia di sfollati, aveva costretto a rimandare l’incontro, creando un’atmosfera carica di emotività. Per il Milan, però, non è stato sufficiente trovare motivazione extra, lasciando sul campo una prestazione opaca e priva di grinta.

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