Rottamazione quinquies, come funziona la nuova sanatoria per i debiti con il fisco
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Redazione Economia
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Il governo Meloni, su sollecitazione della Lega che ha insistito per un intervento a favore dei contribuenti in difficoltà, sta predisponendo la Rottamazione quinquies, la quinta definizione agevolata delle posizioni debitorie verso l’erario che troverà spazio nella Manovra finanziaria del 2026. L’iniziativa, il cui obiettivo principale è quello di consentire a milioni di persone di sanare la propria situazione con il fisco, si concentrerà esclusivamente sulle cartelle esattoriali notificate tra l’inizio del gennaio 2000 e la fine del dicembre 2023, un arco temporale molto ampio che copre un ventennio di debiti. A differenza di quanto si potrebbe pensare, non tutti potranno accedervi: ne saranno infatti esclusi, in modo netto, coloro che non hanno mai presentato la dichiarazione dei redditi e, similmente, i soggetti che sono stati colpiti da un accertamento fiscale.
Cosa prevede la misura e quali sono i vantaggi
Il meccanismo della quinta rottamazione, che permette di estinguere i propri debiti pagando esclusivamente l’importo capitale, senza dover corrispondere gli oneri accessori come sanzioni e interessi, rappresenta un’opportunità significativa per chi, pur avendo assolto all’obbligo dichiarativo, ha poi omesso materialmente il versamento. La dilazione dei pagamenti, che si articolerà in un piano rateale della durata record di nove anni, costituisce un elemento di forte alleggerimento della pressione finanziaria, offrendo una prospettiva di soluzione a lungo termine a chi versi in condizioni economiche precarie. Si tratta di una modalità di saldo che, sebbene non elimini l’obbligazione principale, la rende certamente più gestibile e sostenibile nel tempo.
Le modalità di adesione e i criteri di accesso
L’adesione alla procedura, che sarà disciplinata nei dettagli tecnici con i provvedimenti attuativi, è riservata a una platea ben definita di contribuenti, i quali dovranno dimostrare di aver regolarmente presentato il modello Unico o la dichiarazione dei redditi per gli anni in cui si sono accumulate le somme dovute. Viene così a crearsi una distinzione sostanziale tra il debitore inadempiente per mera incapacità economica momentanea e il soggetto del tutto inosservante degli obblighi fiscali, al quale non saranno concessi i benefici della sanatoria. La ratio della norma, che mira a recuperare risorse senza gravare eccessivamente sui cittadini in buona fede, appare chiara nel voler premiare i comportamenti collaborativi, seppur tardivi.
Il contesto e le finalità dell’intervento
Questa nuova iniziativa di rottamazione, la quinta del suo genere, si inserisce in un solco già tracciato da governi precedenti, i quali hanno spesso utilizzato strumenti analoghi per sfoltire l’enorme mole di crediti d’imposta difficilmente esigibili e per dare un’occasione di ripartenza a imprese e famiglie. La scelta di prevedere un periodo di rateizzazione così esteso, il più lungo finora concesso, riflette la consapevolezza delle persistenti difficoltà economiche che attraversano il paese e la volontà di non lasciare indietro nessuno, a patto che si dimostri la necessaria trasparenza verso le istituzioni. L’operazione, nel suo complesso, punta a sbloccare liquidità e a riportare nell’alveo della legalità fiscale una fetta significativa di contribuenti.




