Rottamazione quinquies, via alle domande nel 2026: come funziona la nuova sanatoria

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La legge di Bilancio per il 2026, approvata dal Consiglio dei ministri, introduce un nuovo strumento di sanatoria fiscale, denominato rottamazione quinquies, che si colloca nel solco delle misure di compliance collaborativa già sperimentate in passato. Questo intervento, che segue le edizioni dalla ter alla quater, è concepito specificamente per venire incontro a quei contribuenti i quali, pur avendo correttamente dichiarato i propri redditi e le imposte dovute, si sono trovati nell’impossibilità di ottemperare ai versamenti a causa di congiunture economiche sfavorevoli, di errori di natura procedurale o di semplici ritardi. L’accesso alla misura sarà consentito esclusivamente attraverso la piattaforma telematica gestita dall’Agenzia Entrate-Riscossione, il cui utilizzo costituisce un passaggio obbligato e imprescindibile per la presentazione della domanda, la quale potrà essere inoltrata non appena la legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, atto che ne sancirà la piena efficacia.

I destinatari della misura e i criteri di esclusione

La rottamazione quinquies, il cui fine dichiarato è quello di agevolare un parziale rientro dei crediti tributari, non è tuttavia uno strumento universale. La norma, infatti, delinea con precisione la cerchia dei potenziali beneficiari, individuandoli in coloro che hanno già ricevuto i cosiddetti “avvisi bonari”, ovvero quelle comunicazioni che attestano l’avvenuta dichiarazione delle imposte ma il mancato pagamento delle stesse. Si tratta, in altri termini, di una procedura riservata a chi ha un rapporto trasparente con il fisco sotto il profilo dichiarativo, ma che incontra ostacoli sul versante dei versamenti. Restano invece esclusi dalla possibilità di aderire tutti quei soggetti i cui debiti derivino da accertamenti, ovvero da contestazioni da parte dell’amministrazione finanziaria, configurando così una netta separazione tra chi ha volontariamente reso noto il proprio reddito e chi, al contrario, è stato oggetto di un’azione constatativa da parte degli uffici.

La struttura del piano di rientro: rate e durata

Il cuore operativo della rottamazione quinquies risiede nelle modalità di restituzione del debito, che sono state definite per offrire una dilazione di ampio respiro. Il contribuente ammesso potrà infatti estinguere le proprie posizioni debitorie in un arco temporale massimo di nove anni, un lasso di tempo significativo che mira a rendere sostenibile l’onere per le fasce più fragili. Il piano di rateizzazione, articolato in 54 rate bimestrali di importo costante, è stato studiato per garantire una certa prevedibilità delle uscite economiche, permettendo una pianificazione finanziaria di medio-lungo periodo. Una simile architettura, che prevede versamenti ogni due mesi, rappresenta un tentativo di conciliare le esigenze di cassa del erario con la concreta capacità contributiva del cittadino in difficoltà.

Il contesto normativo e le fasi applicative

Sebbene l’intervento sia stato già approvato in Consiglio dei ministri, è importante sottolineare come il suo iter legislativo non sia ancora definitivamente concluso, lasciando margine a possibili perfezionamenti o lievi variazioni nel testo. La rottamazione quinquies si inserisce in un quadro più ampio di strumenti che il legislatore mette periodicamente a disposizione, i quali, pur nelle loro differenze, perseguono l’obiettivo comune di favorire la regolarizzazione spontanea e di recuperare risorse altrimenti difficilmente esigibili. L’avvio concreto della misura, come anticipato, è vincolato alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, atto che segnerà il via libera ufficiale per l’apertura delle piattaforme digitali e per l’invio delle istanze da parte di tutti i soggetti che, avendo i requisiti, intendono aderire al programma di rientro agevolato.

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