Un gesto e un sogno: Lang "chiama" Ancelotti per Neres, mentre il Napoli ritrova se stesso

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella notte saudita che ha consegnato la Supercoppa italiana al Napoli, a brillare non è stata soltanto la coppa, ma la storia di una rinascita. David Neres, con la sua doppietta decisiva contro il Bologna, ha chiuso un cerchio che si era aperto in modo amaro a inizio novembre proprio al Dall'Ara, quando la squadra, in una delle sue prestazioni più opache, aveva collezionato un solo tiro in porta. Quella sconfitta, che il tecnico Antonio Conte aveva definito con parole crude, paragonando la squadra a un "morto" da accompagnare, sembrava preludere a un declino irreversibile. Invece, come spesso accade nello sport, dal punto più basso è iniziata una risalita, costruita sul coraggio di un cambiamento tattico – il passaggio dal 4-3-3 al 3-4-3 – e sulla riscoperta di risorse fino a quel momento in ombra.

La svolta di Conte e il valore degli "altri"

Il merito, come ha sottolineato il presidente Aurelio De Laurentiis parlando nel ventre dello stadio di Riad, è anche di una sfortuna trasformata in opportunità. Gli infortuni che hanno colpito alcuni titolari, un male che spesso affligge le squadre, hanno costretto a guardare oltre il gruppo dei soliti noti, rivelando qualità e carattere in giocatori che attendevano il loro momento. Tra questi, appunto, David Neres, le cui giocate hanno risolto la finale. Il brasiliano, che nella sua carriera ha vissuto anche l'esperienza di dover fuggire dalla guerra in Ucraina quando militava nello Shakhtar Donetsk, ha impresso la sua classe sul trofeo, coronando un percorso in netta ascesa.

Il sogno verdeoro e il curioso endorsement di Lang

Quell'ascesa, oggi, punta dritta verso un obiettivo ambizioso: il Mondiale del 2026 con la maglia del Brasile. Un traguardo che non sembra più un'utopia, visto il suo stato di forma, e che ha trovato un inaspettato sostenitore dentro lo stesso spogliatoio azzurro. Il compagno di squadra Noa Lang, infatti, ha voluto lanciare un messaggio chiarissimo al commissario tecnico della Seleção, Carlo Ancelotti. Dopo aver ripostato sui social la foto di Neres con il premio di miglior giocatore della finale e la coppa, l'olandese ha taggato il profilo di Ancelotti, in un gesto spontaneo di sostegno affinché l'esterno del Napoli riceva la chiamata per la prossima convocazione. Un'azione che va oltre il semplice apprezzamento tra colleghi, trasformandosi in una pubblica raccomandazione, mentre il c.t. brasiliano è alle prese con la selezione dei giocatori per le amichevoli di marzo, incontri che serviranno a testare alcune novità in vista dell'appuntamento iridato.

Una vittoria che parla di più di un trofeo

La vittoria in Supercoppa, quindi, assume un significato che travalica il mero valore del trofeo. Essa rappresenta il simbolo di una squadra che ha saputo rialzarsi, trovando nuovi eroi e ricucendo un rapporto con il suo ambiente. Per Neres, è la conferma di un talento che sta esplodendo nella sua completezza; per il club, la prova di una resilienza che pareva smarrita; per il tecnico Conte, la validazione di scelte non scontate. Tutto ciò, mentre sullo sfondo si delinea la possibilità di un riconoscimento ancora più grande per l'ala azzurra, soggetto di un'attenzione che ora arriva anche dalle dinamiche, spesso imprevedibili, dei rapporti personali dentro un gruppo.

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