Alluvioni al Nord e desertificazione al Sud: l’Italia divisa dall’emergenza climatica
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Redazione Interno
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Mentre al Nord si contano i danni delle alluvioni che hanno sommerso interi paesi, al Sud la desertificazione avanza senza sosta, riducendo a polvere terreni un tempo fertili. Un paradosso climatico che, secondo i dati dell’Ispra, riguarda ormai il 17-18% del territorio nazionale, con picchi allarmanti in regioni come Sicilia, Puglia e Basilicata, dove il degrado del suolo minaccia non solo l’agricoltura ma l’intero ecosistema.
Silvia Paparella, general manager di RemTech Expo, in occasione della Giornata Mondiale per la Lotta alla Desertificazione, ha evidenziato la necessità di un’azione coordinata: "Il fenomeno non può essere affrontato a compartimenti stagni: servono politiche integrate, che uniscano ricerca, tecnologia e governance". Una posizione condivisa da Francesco Ventura, consigliere Oice, che ha sottolineato come "prevenzione e infrastrutture adeguate siano l’unica risposta possibile a un’emergenza diventata strutturale".
I numeri, del resto, parlano chiaro: a livello globale, sono 3,2 miliardi le persone colpite dalla desertificazione, con 1,5 miliardi di ettari di terreno compromessi. E l’Italia, sebbene sia tra i Paesi più vulnerabili d’Europa, stenta a trovare una strategia unitaria. Al Sud, la siccità cronica prosciuga bacini idrici e lascia senza acqua interi territori; al Nord, invece, piogge sempre più intense e concentrate travolgono fiumi e argini, come dimostrano i recenti episodi in Emilia-Romagna e Lombardia.




