Amazon rinuncia all’hub di Gioia Tauro per presunte pressioni della ’ndrangheta
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Redazione Economia
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Amazon ha deciso di rinunciare alla realizzazione del nuovo hub a Gioia Tauro, nel cuore della Piana, a causa di presunti condizionamenti della ’ndrangheta.
Il progetto, che avrebbe dovuto trasformare l’area portuale calabrese in un punto logistico strategico per l’Europa, non ha mai visto la luce, nonostante fosse già stato sottoscritto un contratto di locazione da oltre un milione di euro.
L’interesse della cosca Piromalli per l’investimento, emerso dalle carte dell’inchiesta "Res Tauro", solleva interrogativi sul livello di infiltrazione criminale nella gestione di grandi progetti industriali. lacnews24 +3
Il ruolo della cosca Piromalli e dell’avvocato del boss
Secondo le indagini, il boss Giuseppe Piromalli, noto come "Facciazza", aveva cercato di inserire la cosca nei meccanismi dell’hub Amazon tramite un legale esperto di procedure burocratiche e delle White List della Prefettura.
L’obiettivo era assicurarsi subappalti, assunzioni e un controllo significativo del territorio circostante, sfruttando la potenza del colosso dell’e-commerce.
L’ombra della ’ndrangheta, dunque, non riguarda solo attività tradizionali come arance e olio, ma investe direttamente le grandi operazioni logistiche e industriali del porto di Gioia Tauro, uno dei più strategici del Mediterraneo. citynow +3
Preoccupazione istituzionale e appelli per chiarezza
La possibile rinuncia di Amazon ha suscitato reazioni immediate in ambito politico. Elisa Scutellà, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, ha definito il fatto di "gravità inaudita", sottolineando come la Calabria non possa diventare ostaggio delle infiltrazioni criminali.
La consigliera ha chiesto massima trasparenza e un chiarimento sulle eventuali pressioni che avrebbero indotto la multinazionale a fermare l’investimento, evidenziando il peso che episodi del genere possono avere sull’economia locale e sulla credibilità delle istituzioni. reggiotv +3
Il futuro del porto e delle infrastrutture logistiche
Il caso Amazon a Gioia Tauro mette in luce il fragile equilibrio tra grandi investimenti industriali e presenza mafiosa nel territorio calabrese.
L’area portuale, strategica per l’accesso alle rotte europee, avrebbe potuto beneficiare di nuovi posti di lavoro e sviluppo economico, ma le pressioni della ’ndrangheta hanno bloccato il progetto prima ancora della sua realizzazione.
L’inchiesta "Res Tauro" conferma come il controllo criminale sulle infrastrutture rimanga un problema centrale, influenzando scelte di multinazionali e decisioni pubbliche nella regione. lametino +3




