Operazione Parigi: Sinner insegue il tassello mancante

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner avrà in dote due settimane per cercare di conquistare il Roland Garros, ultimo trofeo che manca al ragazzo di montagna dai riccioli rossi per agguantare il Career Grand Slam ed entrare, dalla porta principale, in un ristretto gruppo di intoccabili che hanno ridisegnato la storia di questo sport. Il numero uno del mondo, infatti, ha iniziato la sua corsa sul rosso parigino con una vittoria in tre set (6-1, 6-3, 6-4) contro il francese Clément Tabur, wild card poco avvezza ai riflettori del Philippe-Chatrier.

Un esordio senza fronzoli, durato poco più di due ore, che ha proiettato l'azzurro verso il secondo turno e ha allungato la sua incredibile striscia di successi consecutivi, arrivata ormai a quota trenta.

La striscia e l'assenza del rivale

Quella trentesima vittoria consecutiva – un dato che prescinde dalla superficie, dal torneo o dall'avversario – è l'ennesimo numero a certificare un momento di forma talmente stratificato da rasentare la perfezione tecnica. L'ultima sconfitta di Sinner, se si esclude la pausa forzata, risale ai quarti di finale di Doha, un'era geologica fa nel ciclico mondo del tennis.

A dare ulteriore peso alle sue ambizioni tricolori, oltre alla propria imbattibilità, c'è l'assenza del due volte campione in carica, Carlos Alcaraz, fermato da un infortunio che lo ha costretto a dare forfait per il torneo. Una tegola per il circuito, certo, ma una porta spalancata per Sinner, che lo scorso anno dovette arrendersi proprio allo spagnolo in una finale stregata durata cinque set, dopo aver sprecato tre match point.

Il primo ostacolo argentino

Prima di pensare alla rivincita con la storia, però, l'altoatesino deve regolare i conti con il presente, rappresentato dall'argentino Juan Manuel Cerundolo, numero 56 del ranking e prossimo avversario. Juan, va detto, è considerato il meno talentuoso dei fratelli Cerundolo – il maggiore Francisco vanta una carriera decisamente più brillante – ma resta un mancino dal gioco solido da fondo campo, reduce dal successo nel Challenger di Bordeaux.

Il solo precedente tra i due, datato 2023 sull'erba di Wimbledon, parla chiaro: un triplo 6-2 per Sinner, un punteggio netto che lascia poco spazio a interpretazioni alternative. L'azzurro, in cerca del ritmo giusto su una superficie che tradizionalmente gli è stata meno congeniale del cemento, proverà a imporre la sua legge anche contro questo sparring partner sudamericano, consapevole che i match contro mancini (rari nel circuito) servono spesso a testare la capacità di adattamento immediato.

La caccia al Grande Slam

Con gli Australian Open e Wimbledon già in bacheca (oltre ai finali persi a New York e Parigi lo scorso anno), a Sinner manca solo la terra battuta per completare l'opera. Se ci riuscisse, entrerebbe in un club esclusivo riservato a chi ha vinto almeno una volta tutti e quattro i major, un’impresa riuscita nell’era moderna solo a leggende del calibro di Djokovic, Federer e Nadal.

La sua marcia, al momento, procede spedita come un treno ad alta velocità: dopo l'esordio sullo Chatrier, Cerundolo rappresenta un ostacolo sulla carta abbordabile, ma nel tennis – e specialmente a Parigi – le sorprese sono sempre in agguato.

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