Ex Ilva, il 12 agosto nuovo round sull’accordo di programma. Bitetti: "Non firmerò"
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Redazione Interno
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Il futuro dell’ex Ilva torna al centro del dibattito politico e industriale con un nuovo tavolo di confronto convocato per il 12 agosto al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Obiettivo dell’incontro, presieduto dal ministro Adolfo Urso, è definire i dettagli dell’accordo di programma per la decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto, un nodo cruciale che coinvolge non solo le istituzioni locali ma anche i ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Interno.
Mentre il governo spinge per trovare una soluzione condivisa, il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha fatto saltare le trattative con un netto rifiuto: "Non firmerò l’accordo così com’è". La sua opposizione, sostenuta dai capigruppo di maggioranza, si basa sulla convinzione che il testo attuale sia "lacunoso e privo di garanzie" per la città. Bitetti, invece, chiede con forza una legge speciale che preveda risorse dedicate alla riconversione industriale e strumenti straordinari per la rigenerazione urbana e ambientale, capaci di attrarre nuovi investimenti.
La crisi dell’acciaieria non riguarda solo Taranto. A Racconigi, lo stabilimento ex Ilva – già ridotto ai minimi termini – registra numeri drammatici: su 87 lavoratori, solo 15 sono attualmente in attività, mentre gli altri versano in cassa integrazione. La situazione è stata discussa lunedì a Novi Ligure, dove si è riunito il tavolo regionale sul comparto siderurgico, con la presenza del direttore generale di Ilva in amministrazione straordinaria Francesco Zambon, del presidente della Regione Alberto Cirio e dei sindacati.




