Bonus per l'internet veloce, in arrivo nel 2026 un contributo per portare la fibra in casa
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Redazione Economia
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Nel panorama degli interventi legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza, che vede come termine ultimo per il completamento delle opere il prossimo 30 giugno 2026, si annuncia una misura attesa da molti: il cosiddetto bonus fibra. Questo strumento, ideato per facilitare l'accesso alla banda ultralarga, si propone di aggirare uno degli ostacoli più persistenti alla digitalizzazione del Paese, ossia la carenza di infrastrutture di cablaggio all'interno dei condomini e degli edifici privati. Una carenza che, come evidenziato da più parti, rende di fatto inutilizzabile la rete pubblica già presente in numerose aree, lasciando in una condizione di svantaggio chi, pur vivendo in zone coperte, non può usufruire di una connessione stabile e veloce.
Il nodo delle infrastrutture interne
La misura, collegata agli obiettivi del Pnrr, è infatti specificamente pensata per sostenere economicamente i lavori necessari a portare la fibra ottica di tipo Ftth, la più performante, direttamente all'interno delle abitazioni. Si tratta di un passaggio cruciale, spesso oneroso per i singoli condòmini o per le amministrazioni di condominio, che ha finora rallentato in modo significativo la diffusione capillare della rete veloce. L'intervento pubblico, in questo frangente, mira a colmare quel gap infrastrutturale che separa la rete dall'ultimo tratto, quello che dalla strada raggiunge effettivamente gli appartamenti, garantendo così che gli investimenti già realizzati per la rete pubblica trovino piena ed effettiva realizzazione.
Attesa per il decreto attuativo
Nonostante l'urgenza dettata dalla scadenza del Pnrr, il bonus non è ancora operativo e, al momento, mancano diversi tasselli fondamentali per la sua concreta attivazione. In primo luogo, non è stato ancora pubblicato il decreto attuativo che dovrà definire nel dettaglio la cornice normativa della misura, stabilendone la dotazione finanziaria e i meccanismi di erogazione. A questo si accompagna l'assenza delle regole di accesso vere e proprie, ovvero i criteri che determineranno chi potrà beneficiare del contributo e sotto quali condizioni, lasciando quindi in sospeso la definizione precisa dei requisiti per i potenziali beneficiari.
Tempistiche da rispettare
La finestra temporale per l'attuazione della misura appare pertanto piuttosto stretta, considerando che tutti gli obiettivi del Piano, incluso questo, devono essere necessariamente completati entro la data del 30 giugno 2026. Ciò implica che il decreto debba vedere la luce in tempi rapidi, per permettere poi l'avvio delle procedure di domanda e l'erogazione dei fondi in tempo utile per la realizzazione degli interventi edilizi. La mancanza di un calendario chiaro per queste fasi rappresenta oggi il principale elemento di incertezza per cittadini e imprese, i quali attendono di conoscere le modalità per presentare le richieste e poter finalmente pianificare i lavori di adeguamento delle proprie abitazioni.




