Milano-Sanremo 2026, a Pavia la sfida tra Pogacar e Van der Poel: Ganna cerca il riscatto
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Redazione Sport
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Alle 10.10 di questa mattina, con il cuore di Pavia gremito come non mai – si contano circa millenovecento persone solo in piazza della Vittoria – è scattata la 117esima edizione della Milano-Sanremo. Il via ufficiale, dopo il consueto trasferimento celebrativo per le vie cittadine, è stato dato da via Vigentina per uno dei percorsi più lunghi del calendario, ben 298 chilometri, che porteranno i corridori verso il traguardo di via Roma tra le 16.37 e le 17.14. Per il terzo anno consecutivo, quindi, la “Classicissima di Primavera” abbandona il capoluogo lombardo per regalare uno spettacolo unico alla città del Ticino, dove l’attesa per i campioni, già ieri pomeriggio durante la presentazione delle squadre, aveva assunto i toni di una festa popolare capace di attrarre appassionati di ogni età.
Pogacar e l’ossessione per il primo sigillo
Se c’è un uomo che sogna questo sabato più di ogni altro, quello è Tadej Pogacar. Il fenomeno sloveno, detentore di quattro titoli al Tour de France e di un palmarès che rasenta l’incredibile, insegue l’unico grande Monumento che ancora manca alla sua collezione, quello che lui stesso, non senza una punta di drammaticità, ha definito “un’ossessione”. La sua corsa, lo si capisce già dalle dichiarazioni della vigilia, sarà quella di portare il gruppo al limite fin dalle prime asperità decisive. Lo scorso anno, fu proprio il suo attacco sulla Cipressa – che lui stesso ha recentemente scalato in un tempo-record durante un sopralluogo – a selezionare il gruppetto dei migliori, un’azione che però non gli bastò per avere ragione di Mathieu van der Poel. L’olandese, infatti, gli rimase incollato alla ruota per poi batterlo in volata, relegandolo al terzo posto finale dopo un forcing che aveva messo in difficoltà anche Filippo Ganna. L’idea per l’edizione 2026, come confermano gli addetti ai lavori, è chiara: provare a fare il vuoto ancora prima del Poggio, magari proprio sulla Cipressa, per evitare di giocarsi il successo in una volata ristretta dove la potenza di Van der Poel farebbe la differenza.
Van der Poel a caccia del tris, Ganna vuole la storia
Sulla stessa strada, ma con motivazioni diametralmente opposte, si muove Mathieu van der Poel. Il campione olandese, già vincitore nel 2023 e, appunto, nel 2025, punta al tris personale per entrare ancor più prepotentemente nella storia della corsa. La sua strategia, in apparenza più conservativa, si basa sulla solidità: resistere agli attacchi del rivale sloveno, sfruttando la propria superiorità nelle volate ridotte. È un duello che ha il sapore delle grandi sfide classiche, ma che trova un possibile elemento di disordine nella figura di Filippo Ganna. Il verbanese, secondo in via Roma già due volte (nel 2023 e nel 2025), si ripresenta al via con una consapevolezza diversa. Dopo essere stato l’unico capace di rimanere aggrappato ai due fuoriclasse nell’edizione dello scorso anno, Ganna ha dichiarato di voler “entrare nella storia” conquistando un Monumento che manca all’Italia dal trionfo di Vincenzo Nibali nel 2018. Pur ammettendo che lo sprint su due ruote non sia il suo punto di forza, il corridore della Ineos ha lavorato per arrivare più lucido nella fase decisiva, magari tentando di anticipare il più possibile l’azione per non dover dipendere da una volata a tre.
Il percorso, il clima e la geografia della Classicissima
Il percorso si snoda attraverso la provincia di Pavia, con il primo passaggio in città seguito da un’uscita verso San Martino Siccomario, Zinasco e Sannazzaro, fino a toccare Voghera e Rivanazzano prima di sconfinare in Piemonte e scendere verso la Liguria attraverso il Passo del Turchino. Il fascino della Milano-Sanremo, come ricordano gli esperti, risiede proprio nella sua natura imprevedibile: a differenza di altre corse Monumento, dove spesso il dominio di un singolo atleta è schiacciante, la Classicissima è storicamente la più difficile da interpretare e la più aperta a colpi di scena. La lunghezza della competizione, quasi trecento chilometri, e la presenza delle salite della Cipressa (5,6 km) e del Poggio (3,7 km) – quest’ultimo con punte al 7-8% – rappresentano il vero teatro della battaglia. Le buone previsioni meteo (tempo asciutto e condizioni di vento non particolarmente avverse come quelle dello scorso anno) garantiscono un finale “pulito”, anche se non mancano i timori per le insidie legate al traffico e alle strade chiuse, con i comuni di Pavia e Voghera che hanno predisposto piani di viabilità capillari per gestire l’evento.
L’ombra dei gregari e la tattica degli attacchi
A fare da sfondo alla sfida tra i tre grandi favoriti ci sono le rispettive squadre, chiamate a gestire una corsa che si preannuncia esplosiva. Pogacar potrà contare sul supporto di Isaac Del Toro, mentre Van der Poel avrà al suo fianco Jasper Philipsen, una carta preziosa in caso di arrivo allo sprint. L’analisi tattica suggerisce che la mossa decisiva potrà arrivare proprio sulla Cipressa, una salita che nelle ultime stagioni ha subito una rivalutazione forzata proprio per merito (o per colpa) della potenza di Pogacar, capace di trasformare un tratto storicamente considerato un semplice “riscaldamento” per il Poggio in un vero e proprio spartiacque. Se lo sloveno riuscirà a imprimere un ritmo infernale già lì, potrebbe riuscire a isolare Van der Poel, costringendolo a un inseguimento in solitaria. In caso contrario, la discesa del Poggio e il rettilineo finale di via Roma si trasformeranno in un ring a tre, dove la classe e la velocità di Van der Poel potrebbero fare la differenza. Per Ganna, la partita è tutta nell’equilibrio: dovrà sperare che i due si neutralizzino a vicenda per inserirsi al momento giusto, replicando la prestazione di forza che lo scorso anno lo rese protagonista assoluto nonostante la sconfitta.




