Blu Cru Pramac Yamaha, una rampa di lancio che guarda già in alto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre l'attenzione del mondo MotoGP si concentra sui colori sgargianti delle nuove livree, una squadra lavora con determinazione silenziosa per forgiare il futuro della categoria regina. La Blu Cru Pramac Yamaha, archiviata una prima stagione in Moto2 che ha rappresentato un necessario apprendistato, si prepara infatti al suo secondo anno nella classe intermedia con obiettivi molto più ambiziosi, puntando a trasformarsi definitivamente in quella fucina di talenti da cui attingere per la massima serie. Il team, che fa capo a Paolo Campinoti, può contare su una solida base di crescita tecnica e umana, maturata nel corso del 2025, dalla quale intende ripartire per competere ai massimi livelli. Un progetto a lungo termine, il cui sguardo è costantemente rivolto verso l'alto, verso il garage MotoGP dello stesso costruttore, con cui esiste un legame strategico e tecnologico indissolubile.

L'asse portante della squadra e il nuovo arrivo

La conferma di Izan Guevara rappresenta, in questo senso, un punto fermo di grande valore. Il pilota spagnolo, dopo un anno di rodaggio, è chiamato a fare un salto di qualità e a guidare il progetto con la sua esperienza. Al suo fianco, il volto nuovo di Alberto Ferrandez, il quale però non è certo un esordiente assoluto, avendo già raccolto una buona dose di chilometri e conoscenza nella stessa categoria, precisamente nel campionato europeo Moto2, in sella a una Boscoscuro, lo stesso telaio che equipaggerà la moto del team anche per questa stagione. Una scelta che mira alla continuità e a sfruttare al massimo un know-how già consolidato, evitando di partire da zero.

Il contesto Pramac nel circus mondiale

Questa meticolosa preparazione in Moto2 avviene in parallelo ai grandi fermenti della casa madre in MotoGP, dove il Team Pramac ha appena svelato, in un evento a Siena, la livrea che caratterizzerà la sua stagione 2026. La squadra, che continuerà la partnership con Yamaha, schiererà l'attesissimo debuttante Toprak Razgatlioglu e l'esperto Jack Miller, quest'ultimo prossimo a tagliare il traguardo delle duecento gare nel mondiale. Entrambi i piloti, secondo quanto dichiarato, hanno già instaurato un feeling positivo, ponendo le basi per un anno che si preannuncia di crescita costante per tutta la struttura, anche alla luce del nuovo motore V4 della casa di Iwata. Un entusiasmo che contagia l'intero ambiente, creando un circolo virtuoso tra le diverse categorie.

Un panorama in continua evoluzione

Il calendario delle presentazioni, d'altronde, prosegue senza sosta, a dimostrazione di un movimento in perenne attività. Subito dopo l'anteprima di Pramac, è stata la volta della Pertamina Enduro VR46 Racing Team, che ha presentato a Roma le sue Ducati per Fabio Di Giannantonio e Franco Morbidelli. Anche in questo caso, i riflettori si sono accesi sui colori delle moto, una combinazione di giallo fluo e nero, mentre l'attenzione degli addetti ai lavori rimane puntata sugli sviluppi tecnici e sulle dinamiche che si creeranno in pista. In questo panorama ricco di novità e di aspettative, il lavoro svolto in classi come la Moto2 assume un'importanza fondamentale, essendo il terreno dove vengono testate non solo le motociclette, ma soprattutto il carattere e il talento di coloro che ambiscono a diventare i protagonisti di domani.

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