U2, tour 2027 negli stadi: le prove sono già iniziate
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Gli U2 faranno un tour nel 2027 e hanno già cominciato le prove per riportare la loro musica negli stadi. La conferma arriva mentre la band celebra i cinquant'anni dalla propria formazione e prepara l'uscita di Carnaval De Luz, il nuovo album di inediti previsto per il 13 novembre. Bono e The Edge stanno anche ragionando su come costruire gli spettacoli: il chitarrista vorrebbe portare sul palco quasi tutto il nuovo repertorio, mentre il cantante punta a conservare uno spazio consistente per le hit. Accanto ai grandi concerti è emersa inoltre l'ipotesi di esibizioni parallele in spazi più piccoli, dedicate soprattutto alle canzoni recenti.
Il tour negli stadi e l'idea dei concerti più piccoli
Le indiscrezioni su una grande tournée circolavano da tempo, comprese quelle su possibili appuntamenti europei e su un passaggio a Milano nell'estate 2027, ma la novità concreta riguarda la conferma degli stadi e l'avvio delle prove. The Edge immagina una scaletta capace di includere undici pezzi nuovi, una scelta che darebbe un peso eccezionale alla produzione più recente. Bono preferisce invece un equilibrio diverso, con una presenza maggiore dei successi accumulati dalla band durante mezzo secolo di attività. Da questo confronto è nata anche un'altra possibilità: affiancare alle grandi date appuntamenti in teatri o comunque in strutture più raccolte, incontrando il pubblico della stessa città in un contesto differente.
L'idea piace a Larry Mullen Jr., che però ne sottolinea anche la difficoltà pratica. Il batterista arriva a questa fase dopo seri problemi al collo, aggravati negli anni dall'attività musicale e diventati particolarmente pesanti durante il ciclo di concerti legato a The Joshua Tree. Durante la pandemia il suo fisico lo aveva costretto a fermarsi e la prospettiva era diventata quella di sottoporsi a un intervento oppure abbandonare l'attività. L'operazione presentava un rischio, seppure remoto, di paralisi ed era stata inizialmente sconsigliata dai medici; una neurochirurga di Dublino accettò infine di eseguirla. Dopo il recupero Mullen ha dovuto modificare il proprio modo di suonare perché il corpo non rispondeva più come prima.
Carnaval De Luz, il nuovo disco nel cinquantesimo anno degli U2
Il ritorno dal vivo sarà legato a Carnaval De Luz, sedicesimo album in studio e primo lavoro composto interamente da materiale nuovo dopo Songs of Experience del 2017. Il disco comprende dodici brani e nasce nello stesso periodo creativo dei due EP Days of Ash ed Easter Lily, pubblicati nel corso del 2026. I tre lavori sono stati concepiti secondo una sequenza ispirata al calendario liturgico: il Carnevale precede la Quaresima e questa conduce alla Pasqua. Il collegamento è anche musicale, perché i suoni conclusivi dell'ultimo EP conducono alle note iniziali di Go (Carnaval De Luz). Una futura edizione deluxe è stata pensata per rendere esplicita questa struttura più ampia.
La produzione principale è affidata a Jacknife Lee, mentre Brian Eno torna a collaborare con il gruppo come coautore e ai sintetizzatori in tre canzoni. Daniel Lanois suona la pedal steel in Torn, Martin Garrix partecipa alla scrittura di Glorify e Ryan Tedder firma una produzione aggiuntiva di Silencio. Quest'ultima, pubblicata il 24 settembre, non è in realtà il primo brano anticipato dal disco: Street of Dreams era già arrivata a luglio. Il video di Silencio è stato girato a Città del Messico ed è diretto dal duo messicano-americano Cliqua, formato da Pasqual Gutiérrez e Raúl “RJ” Sanchez.
La canzone dedicata a Rosalía e il consiglio di Penélope Cruz
Tra i brani del nuovo progetto c'è The Mirror Maker (Rosalía), nato prima ancora che Bono conoscesse personalmente la cantante spagnola. Una volta terminata la canzone, il problema era farla arrivare proprio alla persona che l'aveva ispirata. Il frontman scherzava sulla situazione dicendo di sentirsi come uno “stalker”, finché Penélope Cruz gli suggerì la soluzione più semplice: chiamarla direttamente. Il pezzo è diventato così uno degli episodi che mostrano l'apertura del disco verso artisti e riferimenti esterni alla storia tradizionale del gruppo.
Un'altra collaborazione occupa una posizione particolare nell'album: Torn, duetto tra Bono e Dolly Parton, è l'ultima traccia del disco e contiene l'ultima registrazione vocale della cantante statunitense. La parte di Parton fu incisa all'inizio di giugno, meno di tre mesi prima della sua morte. Il brano, scritto insieme agli U2 e a Johnny McDaid, affronta i legami familiari spezzati e presenta un'impronta country, accompagnata dalla pedal steel di Lanois. Nel complesso, il 2026 porterà a ventiquattro le nuove canzoni pubblicate dalla band tra i due EP e il nuovo lavoro in studio.
Il progetto arriva esattamente mezzo secolo dopo il gesto da cui nacque il gruppo: nel settembre 1976 Mullen, allora quattordicenne, affisse alla Mount Temple Comprehensive School di Dublino un messaggio con cui cercava musicisti per formare una band. Bono, The Edge e Adam Clayton entrarono così nella formazione destinata a diventare gli U2. Il 25 settembre 2026 i quattro sono tornati proprio alla loro vecchia scuola per un'esibizione a sorpresa organizzata in occasione del cinquantesimo anniversario.
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