Vantage Studios affida il futuro di Assassin‘s Creed a tre veterani della saga

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La riorganizzazione interna di Ubisoft, un processo avviato tra non poche difficoltà e che ha portato alla creazione della sussidiaria Vantage Studios con il sostegno economico di Tencent, compie un ulteriore passo in avanti definendo il nuovo assetto dirigenziale per quello che rimane il suo franchise più iconico e redditizio. La casa francese, attraverso la sua nuova entità, ha ufficializzato la squadra che avrà il compito di traghettare Assassin‘s Creed nel futuro, una responsabilità non da poco considerando il momento delicato che l’azienda sta attraversando a livello globale. Alla guida del brand è stato posto Martin Schelling, un nome che agli appassionati della serie non dirà molto ma che dietro le quinte ha lasciato un‘impronta profonda: producer di lungo corso, Schelling – che recentemente aveva ricoperto la carica di chief production officer per l’intero gruppo – ha messo le mani in pasta in capitoli fondamentali come Black Flag, Origins e Valhalla, e il suo nuovo ruolo di Head of Assassin's Creed Brand gli richiederà ora di stabilire la strategia generale e la visione a lungo termine dell'intero franchise, un compito che implica decisioni cruciali su tempi, risorse e direzione creativa.

Un trio di professionisti per garantire coerenza creativa e solidità produttiva

Accanto a Schelling, Vantage Studios ha voluto due figure altrettanto esperte e complementari, a dimostrazione di come la proprietà intellettuale venga affidata a mani che conoscono perfettamente il suo Dna. Jean Guesdon, nominato Head of Content, è forse il volto più noto ai fan: il suo legame con la serie è storico, visto che il suo nome compare nei crediti del primo, epocale Assassin's Creed del 2007. Da allora, Guesdon ha ricoperto il ruolo di direttore creativo per Black Flag e Origins, due titoli che hanno segnato svolte importanti rispettivamente per il gameplay navale e per la transizione a un modello action RPG. Il suo compito sarà ora quello di supervisionare la direzione creativa generale, supportare i singoli progetti in sviluppo e, cosa forse più delicata, assicurarsi che ogni nuova incarnazione del franchise resti fedele a quel “DNA fondamentale” di cui parla la nota ufficiale, evitando quelle derive che talvolta hanno fatto storcere il naso alla community più tradizionalista. A completare il terzetto è François de Billy, nominato Head of Production Excellence, un Titolo che suggerisce un ruolo di regia e ottimizzazione dei processi produttivi su larga scala. Anch‘egli veterano con un passato da direttore di produzione proprio su Origins e Valhalla, de Billy avrà l’ingrato compito di rendere più efficienti e sostenibili le pratiche esecutive legate al franchise, un aspetto tutt'altro che secondario in un'industria dove i cicli di sviluppo si allungano e i budget lievitano.

Il passaggio di consegne e il contesto di una casa editrice in trasformazione

La nomina di questo triumvirato non arriva in un contesto sereno, ma anzi si inserisce in un periodo turbolento per Ubisoft, segnato da ristrutturazioni, cancellazioni di progetti e una cura dimagrante che ha portato alla chiusura di alcuni studi. La nuova leadership prende il posto che fu di Marc-Alexis Coté, il cui addio alla società lo scorso ottobre era stato accompagnato da voci di dissidi interni e da una successiva causa legale intentata contro l'azienda, nella quale si ipotizzava un suo progressivo allontanamento dalle decisioni strategiche già nei mesi precedenti l'annuncio ufficiale. In questo clima di profonda revisione del modello operativo, con il gruppo che punta a una maggiore autonomia dei cosiddetti “creative houses”, la scelta di puntare su tre professionisti cresciuti nella “scuola” di Assassin's Creed appare una mossa volta a garantire una certa continuità pur nel cambiamento. La sussidiaria Vantage Studios, che oggi controlla le proprietà intellettuali più importanti del publisher, scommette così sulla chimica collaudata tra Schelling, Guesdon e de Billy, i quali, come sottolineato dalla stessa Ubisoft in una nota, hanno collaborato strettamente per anni su diversi capitoli di punta della serie, incrociando le loro competenze in ambito creativo, produttivo e strategico.

I prossimi passi per il franchise degli assassini

Il nuovo team prenderà ufficialmente le redini nelle prossime settimane, ereditando una pipeline di progetti già avviati e ampiamente discussi. Tra questi, l‘attenzione è ovviamente catalizzata da Assassin‘s Creed Shadows, l’ultimo capitolo pubblicato, ma anche da produzioni future come il capitolo a tema stregoneria e il progetto multiplayer che dovrebbero ampliare l'universo del gioco. L'obiettivo dichiarato dalla nuova dirigenza sarà quello di accompagnare il franchise attraverso un nuovo capitolo della sua storia, cercando di navigare le difficoltà di un mercato in continua evoluzione e le aspettative di una base di giocatori che supera i trenta milioni di utenti. La sensazione, leggendo i ruoli attribuiti ai tre manager, è che Ubisoft stia cercando di mettere ordine in un catalogo di titoli potenzialmente dispersivo, affidando a Schelling la bussola strategica, a Guesdon la cura dell‘anima narrativa e ludica e a de Billy la certezza che i giochi arrivino sul mercato con la solidità tecnica che ci si aspetta da un blockbuster. Il tutto mentre la casa madre continua a far quadrare i conti, con tagli e ristrutturazioni che hanno segnato il 2026 e che difficilmente si arresteranno nell'immediato futuro.

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