Muore a 23 anni per una coltellata, l'ultima serata di Hekuran
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Redazione Interno
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Si avvicinavano all'auto, ormai stanchi dopo una notte di musica, quando una discussione, nata per un motivo che appare del tutto futile, ha improvvisamente cambiato ogni cosa. Quello che doveva essere il rientro a casa dopo un giro nei locali di Perugia si è trasformato, in pochi attimi concitati, in una tragedia. Hekuran Cumani, ventitreenne di Fabriano dal fisico atletico, è stato colpito da un fendente, un'unica coltellata che, tra collo e petto, si è rivelata fatale. Mentre il suono delle sirene si avvicinava, i sanitari hanno tentato una corsa contro il tempo che, purtroppo, si è rivelata disperata e inutile, lasciando sul nero asfalto del parcheggio della facoltà di Matematica solo il segno silenzioso di quanto accaduto.
La dinamica della lite
La serata, che aveva avuto inizio come un normale venerdì universitario, aveva visto Hekuran e i suoi amici, partiti insieme dalle Marche, ritrovarsi in un bar prima di dirigersi verso un locale per ballare. È lì, all'interno della discoteca, che la tensione è montata, probabilmente a causa di uno sguardo giudicato di troppo, in un'atmosfera resa più carica dall'alcol e dalla suscettibilità. Quel che è certo è che da un alterco verbale si è passati, con rapidità sconcertante, agli spintoni e alle urla, fino a quando, all'esterno, nel parcheggio, la situazione è degenerata irrimediabilmente.
Il tentativo di difesa e il fratello ferito
Nella confusione generale, pare che Hekuran abbia cercato di intervenire per proteggere il fratello, il quale, nel tentativo di aiutarlo a sua volta, è rimasto ferito a una gamba durante la colluttazione. Un dettaglio, questo, che aggiunge un ulteriore strato di drammaticità a una vicenda già segnata dall'irrazionalità della violenza, mostrando come i legami familiari siano stati travolti da un evento imprevedibile e brutale. La sua compagnia, che lo descrive come una persona incapace di fare del male, sottolinea il carattere pacifico del ragazzo, la cui unica colpa sembra essere stata quella di voler difendere una persona cara.
Le testimonianze e il vuoto
“Sono andati via verso mezzanotte. Si sono incontrati al bar, come sempre”, ha raccontato un parente, dipingendo il quadro di una normalità che nessuno avrebbe potuto immaginare si potesse spezzare in modo così definitivo. “Hekuran usciva poco, me lo diceva prima anche suo padre. Una di quelle è stata questa”, ha aggiunto, con una frase che racchiude tutto lo stupore e l'amarezza per una vita stroncata proprio in una delle sue rare occasioni di svago. Le indagini, che procedono senza sosta, sono ora concentrate sulla ricostruzione minuziosa degli ultimi, fatali minuti, per accertare le precise responsabilità di ciascuno.




