Femminicidio a Ferrara, una coltellata al cuore: fermato il marito
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Redazione Interno
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Il femminicidio a Ferrara si è consumato nella notte tra il 29 e il 30 maggio all’interno di un appartamento di via Gatti Casazza, nel quartiere Barco, dove Samanta Zironi, 50 anni, è stata trovata senza vita dopo essere stata colpita al torace. Secondo quanto emerso, la donna sarebbe morta a causa di un’unica coltellata sferrata vicino al cuore, una ferita che non le avrebbe lasciato scampo. L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino quando è stato richiesto l’intervento dei soccorsi presso l’alloggio situato al primo piano del civico 25. La vicenda ha immediatamente dato avvio agli accertamenti delle forze dell’ordine per ricostruire quanto accaduto all’interno dell’abitazione.
La chiamata ai soccorsi e il fermo del marito
A contattare il 118 intorno alle tre del mattino è stato Vladimiro Lombardi, marito della vittima, che ha richiesto l’intervento del personale sanitario facendo inizialmente pensare alla possibilità di un gesto volontario. Con il passare delle ore, però, gli elementi raccolti dagli investigatori hanno indirizzato l’attenzione verso una diversa ricostruzione dei fatti. Per la morte della donna è stato infatti fermato il compagno storico della cinquantenne, un uomo di 52 anni, nei cui confronti è stata formulata l’accusa di femminicidio. Dopo essere stato accompagnato in questura, Lombardi si è avvalso della facoltà di non rispondere alle prime domande poste dal pubblico ministero di turno.
Gli accertamenti svolti nell’abitazione hanno evidenziato come la vittima sia stata colpita da un fendente diretto al petto. La dinamica descritta dagli investigatori parla di una sola coltellata al torace, risultata fatale. Il corpo di Samanta Zironi è stato rinvenuto all’interno dell’appartamento del quartiere Barco, una zona alla periferia della città di Ferrara. L’episodio si è verificato nel cuore della notte e ha richiesto l’intervento sia dei sanitari sia delle forze dell’ordine, che hanno avviato le verifiche necessarie per chiarire ogni passaggio della vicenda.
Le testimonianze raccolte nel quartiere Barco
Tra le voci emerse dopo il ritrovamento del corpo vi è quella di Gloria Grandi, residente nello stesso stabile. La donna abita al quinto piano del civico 25 di via Gatti Casazza, mentre quattro piani più in basso si trovava l’appartamento in cui è stata trovata senza vita Samanta Zironi. La testimone ha riferito di aver più volte invitato la cinquantenne ad allontanarsi da quella situazione e a tornare dalla madre. Nelle sue parole emerge il riferimento a frequenti litigi e alla promessa della donna di denunciare in futuro. Si tratta di dichiarazioni raccolte nelle ore successive alla tragedia e che contribuiscono a delineare il contesto nel quale si sarebbe verificato il delitto.
La morte di Samanta Zironi ha profondamente colpito il quartiere Barco, dove la notizia si è diffusa rapidamente dopo l’arrivo dei mezzi di soccorso e delle pattuglie. Gli investigatori stanno concentrando il lavoro sulla ricostruzione degli ultimi momenti trascorsi nell’abitazione e sugli elementi che hanno preceduto il ritrovamento della donna. Al centro delle verifiche resta la sequenza degli eventi avvenuti tra la tarda serata e le prime ore del mattino, quando è partita la richiesta di intervento ai sanitari. Le attività investigative proseguono per definire con precisione ogni dettaglio relativo alla morte della cinquantenne.
Secondo quanto riferito nelle prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata raggiunta da un unico colpo di coltello al torace. Proprio questa ferita, localizzata vicino al cuore, avrebbe provocato il decesso. Il marito della donna, fermato dagli investigatori come indiziato del delitto, rimane la figura centrale dell’inchiesta aperta dopo il ritrovamento del corpo. L’episodio si inserisce tra i casi di femminicidio che continuano a richiamare l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica, mentre gli accertamenti procedono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda avvenuta nella notte a Ferrara.




