Prato, sangue in centro per difendere la collega: 23enne in fin di vita dopo una coltellata al cuore, fermato un sedicenne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un’altra notte di violenza ha sconvolto il cuore della Toscana, eppure questa volta il movente, per quanto aberrante, possiede i contorni di una tragica ordinarietà. Nel centro di Prato, a un mese esatto dall’omicidio del 47enne Giacomo Bongiorni a Massa, un gesto di coraggio è costato quasi la vita a un giovane cameriere di ventitré anni. È successo intorno all’una e un quarto della notte tra lunedì e martedì, quando la movida si spegne e la città dorme; in piazza Mercatale – quella stessa piazza a ridosso del ristorante “Casa Targi” – la quiete è stata squarciata dalle urla di una donna e dal rumore sordo di una colluttazione.

La vittima, un ragazzo fiorentino che aveva da poco finito il turno di lavoro, si trovava in compagnia della sua titolare, una donna di trentaquattro anni, e di un altro collega di ventinove. Stavano probabilmente rientrando quando sono stati avvicinati da due individui. Secondo la ricostruzione fornita dalla Procura di Prato e dalla Procura per i minorenni di Firenze, i malviventi – un cittadino honduregno di ventisei anni e un sedicenne italiano – hanno intimato al gruppetto di consegnare il denaro, minacciandoli con un coltellino e simulando, forse per accrescere il terrore, il possesso di un’arma da fuoco. È a questo punto, nel tentativo di proteggere la collega molestata o comunque sotto pressione, che il ventitreenne ha reagito opponendosi alla richiesta, scatenando l’ira degli aggressori.

La dinamica dell’aggressione e la furia del minore

Le indagini, condotte dagli agenti delle Volanti della questura di Prato, hanno subito beneficiato della copertura delle telecamere di sorveglianza della zona. I filmati hanno confermato la dinamica già ipotizzata dai primi rilievi: durante la colluttazione, scaturita dal rifiuto di consegnare il denaro, è stato il più giovane del duo criminale a sferrare il colpo decisivo. Il sedicenne ha inferto una coltellata violenta al torace del 23enne, una lama che ha raggiunto e lesionato il cuore.

La situazione è precipitata in pochi secondi: il giovane cameriere si è accasciato al suolo in arresto cardiaco mentre la collega e l’amico, urlando, cercavano di fermare l’emorragia. L’intervento tempestivo dei sanitari del 118 si è rivelato miracoloso: i soccorritori sono riusciti a rianimarlo sul posto, evitando l’exitus, e lo hanno trasportato d’urgenza in codice rosso all’ospedale Santo Stefano di Prato. Qui i cardiochirurghi hanno aperto il torace del ragazzo in una corsa contro il tempo, riuscendo a suturare la ferita al muscolo cardiaco. Stabilizzato ma ancora gravissimo, il ventitreenne è stato poi trasferito nel reparto di terapia intensiva del policlinico di Careggi a Firenze, dove lotta tra la vita e la morte in prognosi riservata.

L’arresto in flagranza e la doppia giustizia

Mentre il ferito veniva operato, la macchina investigativa della polizia si era già messa in moto. Acquisite le immagini delle telecamere e raccolte le testimonianze dei passanti, gli agenti hanno individuato i due aggressori nel corso della stessa notte, arrestandoli in flagranza di reato per tentato omicidio, tentata rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale. La diversa età dei due fermati ha imposto un immediato doppio binario giudiziario: per il ventiseienne honduregno procede la Procura della Repubblica di Prato, mentre per il sedicenne italiano è competente la Procura per i minorenni di Firenze. Entrambi, però, rispondono a vario Titolo – l’uno come autore materiale del fendente, l’altro come partecipe attivo nel concorso della rapina – dell’aggressione che ha ridotto in fin di vita il giovane.

Nonostante l’esecuzione immediata delle manette, i pm dovranno ora procedere alla richiesta di convalida degli arresti, valutando le esigenze cautelari e analizzando nei minimi dettagli i fotogrammi della rissa per definire il peso specifico della condotta di ciascuno. La presenza di un minore, tra l’altro, getta una luce sinistra su un fenomeno che sembra espandersi: quello della violenza giovanissima, pronta a impugnare un coltello per pochi spiccioli o per il semplice rifiuto di un passante. Prato, città già provata da tensioni sociali e degrado in alcune aree del centro storico, si risveglia ancora una volta con la consapevolezza amara che piazza Mercatale, luogo simbolo della vita cittadina, si sia trasformata in una trappola a cielo aperto.

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