Prato, il video dell’accoltellamento di Iacopo Cerbai: pugni al volto poi la coltellata al cuore per difendere la collega
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Redazione Interno
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L’ombra lunga della movida toscana si tinge nuovamente di sangue, ma in questo caso la vittima, un giovane di 23 anni, non è un semplice bersaglio del caso, bensì uno scudo umano che si è frapposto tra la violenza brutale e una donna. Iacopo Cerbai, cameriere fiorentino residente a Vaiano, è stato accoltellato al cuore nella notte tra lunedì 11 e martedì 12 maggio, al culmine di una tentata rapina avvenuta nell’affollata piazza Mercatale, a Prato. Ciò che trasforma questo episodio da semplice cronaca nera a paradigma giudiziario è la diffusione delle immagini delle telecamere di sorveglianza da parte della procura: un filmato crudo, privo di sonoro ma gridante nella sua sequenza logica, che ha permesso di cristallizzare i secondi fatali in cui la difesa si è trasformata in tragedia sfiorata.
La dinamica e i volti dell’aggressione
Nel video, che scorre come una sequenza senza possibilità di replica, si vede il gruppo dei titolari del ristorante "Casa Targi" uscire dal locale; è a quel punto che i due aggressori – identificati e arrestati poche ore dopo – si avvicinano con fare minaccioso. Secondo la ricostruzione operata dalla polizia e condivisa dagli inquirenti, i malviventi hanno inizialmente molestato la collega trentaquattrenne e richiesto denaro al personale, simulando la presenza di un’arma da fuoco (poi rivelatasi un cellulare) mentre il complice minorenne impugnava un coltello. Cerbai, invece di cedere, ha reagito nel tentativo di fermare l’escalation, colpendo al volto l’aggressore più giovane: si vedono i pugni che il 23enne sferra per tentare di tenere a bada i due, ma la colluttazione si chiude in un istante con il fendente sferrato dal sedicenne, che raggiunge il torace del cameriere perforandogli il cuore.
Le condizioni di salute e la catena dei soccorsi
Dopo il crollo a terra della vittima, avvenuto in una pozza di sangue sotto gli occhi dei colleghi, è scattata la macchina dei soccorsi che ha di fatto strappato Iacopo Cerbai alla morte. Trasportato d’urgenza prima all’ospedale Santo Stefano di Prato e poi trasferito al policlinico Careggi di Firenze, il giovane è stato sottoposto a un delicatissimo intervento di cardiochirurgia per suturare la lacerazione miocardica. I successivi bollettini medici, sebbene mantengano la prognosi riservata, hanno registrato un lieve miglioramento; fonti vicine alla famiglia riportano addirittura che il ragazzo, vigile e cosciente, sia riuscito a rassicurare gli amici più intimi con un messaggio privato ("Sto bene") inviato dalla terapia intensiva.
Le indagini e il presunto movente della rapina
Gli investigatori della questura di Prato, coordinati dalla procura, hanno lavorato senza sosta per individuare i fuggitivi, che si erano allontanati a piedi rifugiandosi in un bar poco distante. Un testimone chiave ha sentito i due vantarsi del gesto, dichiarando apertamente di aver "accoltellato uno", fornendo così agli agenti la conferma necessaria per effettuare l’arresto. I due fermati, un sedicenne italiano e un ventiseienne originario dell’Honduras, sono stati accusati di tentato omicidio in concorso, tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Al momento, le indagini si concentrano sull’analisi integrale dei flussi video della zona per escludere la presenza di eventuali terzi complici e per verificare la totale corrispondenza delle dichiarazioni della vittima e dei testimoni con quanto ripreso dalle telecamere. La Procura per i Minorenni di Firenze segue il procedimento per il giovanissimo aggressore, mentre l’uomo di 26 anni si trova attualmente rinchiuso in carcere in attesa delle prossime audizioni.




