Prato, la notte di Iacopo: il cuore si ferma due volte ma il 118 lo riaggancia alla vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’asfalto di piazza Mercatale, a Prato, ha assorbito il sangue e la paura di una delle notti più violente della cronaca cittadina recente. Mentre la movida della movida, che trasforma quel luogo nel salotto della movida notturna, lasciava spazio al silenzio dell’alba, un ragazzo di 23 anni, Iacopo Cerbai — cameriere fiorentino a un mese dal compimento del ventiquattresimo anno d’età — lottava per rimanere ancorato a questo mondo. Il cuore, leso da una lama che gli aveva trafitto la membrana, non voleva più saperne di battere; e infatti si è fermato, due volte di seguito, sull’asfalto freddo.

A raccontare quei quaranta minuti decisivi, in cui la vita è rimasta sospesa tra un massaggio cardiaco e un respiro che non arrivava, è il dottor Alessandro Scalabrini, medico della Misericordia intervenuto intorno all’una e mezza. Arrivato insieme a un’infermiera un minuto dopo l’ambulanza, l’uomo ha trovato un ragazzo ancora cosciente ma agitato, che ripeteva ossessivamente: “Non respiro”. La fessura sul torace, ricorda il medico in un report dei fatti, era già evidente perché il giovane aveva il petto scoperto. E quindi, senza nemmeno sapere il nome della vittima né la cornice esatta della rissa, Scalabrini si è gettato in una battaglia contro il tempo: due arresti cardiaci, due rianimazioni condotte “con tutte le forze, con quello che avevamo: tubi, mani, manovre”. E, miracolosamente, entrambe le volte il cuore ha ripreso a galla in meno di sessanta secondi.

La movida violenta e la rapina finita male

L’episodio, avvenuto tra lunedì e martedì, si inserisce nella scia di tensione che ormai da anni attanaglia la movida pratese. Iacopo, appena uscito dal turno al ristorante “Casa Targi”, stava accompagnando la titolare, una donna di 34 anni, e un collega di 29 anni, quando due individui li hanno avvicinati con l’intenzione chiara di mettere a segno una rapina. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno dei due ha puntato addosso alle vittime un coltellino, mentre il compagno simulava la disponibilità di una pistola rigonfiando la giacca. Davanti al rifiuto dei camerieri di consegnare il denaro, la situazione è degenerata. La donna è stata strattonata e molestata, e a quel punto Iacopo è intervenuto, frapponendosi tra lei e gli aggressori. È stato in quel frangente che il più giovane della coppia — un sedicenne italiano — ha sferrato il fendente al torace.

La macchina dei soccorsi e il lavoro degli investigatori

Se Iacopo è ancora vivo, lo deve a una catena di eventi che il dottor Scalabrini definisce “meccanismo perfetto”. La rapidità di intervento del 118, la preparazione del trauma team all’ospedale Santo Stefano (dove è stato operato d’urgenza per suturare la ferita al cuore) e infine il trasferimento nell’Unità di Terapia Intensiva del Centro Traumi di Careggi, dove ora lotta tra la vita e la morte in prognosi riservata. Nel frattempo, la polizia ha subito avviato le indagini: acquisite le telecamere della zona e raccolte le testimonianze dei passanti, gli agenti sono riusciti a rintracciare i due presunti aggressori in un locale della vicina via Settesoldi, mentre probabilmente si stavano vantando di quanto accaduto. Il minorenne, autore materiale della coltellata, e il suo complice, un ventiseienne originario dell’Honduras, sono stati arrestati in flagranza per tentato omicidio, tentata rapina e resistenza.

Piazza Mercatale e la sicurezza percepita

Piazza Mercatale, crocevia di locali e ritrovo giovanile per eccellenza, è da tempo il termometro della sicurezza cittadina; i residenti conoscono bene i rischi legati allo spaccio e alle risse, eppure episodi di questa gravità riaccendono il dibattito sulla tenuta del tessuto sociale. Oltre la cronaca, resta la concretezza di un fatto: un giovane ha rischiato di morire per difendere una collega. Le indagini procedono per ricostruire ogni dettaglio della colluttazione, mentre la procura di Prato trattiene in carcere i due fermati in attesa dell’udienza di convalida.

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