in grassetto: “Come sta Iacopo?”: il 16enne che accoltellò il cuoco a Prato chiede di lui dal carcere minorile di Firenze
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Redazione Interno
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La notte tra lunedì 11 e martedì 12 maggio, in piazza Mercatale a Prato, cuore pulsante della movida cittadina, un tentativo di rapina è quasi costato la vita a Iacopo Cerbai, ventitreenne di Vaiano che lavora come cuoco in un ristorante della zona. Un fendente, vibrato con una lama che ha raggiunto l’organo vitale, lo ha ridotto in fin di vita; l’intervento tempestivo del personale medico sul posto e poi al Pronto Soccorso – va detto senza enfasi retorica – lo ha strappato a quella che appare, a tutti gli effetti, una sorte quasi miracolosa. Oggi Cerbai è ricoverato all’ospedale di Careggi, dove ha trovato la forza di scrivere un laconico “Sto bene” in una chat ristretta, riservata ai pochi amici più intimi. Un messaggio che, nella sua essenzialità, vale più di ogni bollettino ufficiale.
L’udienza di convalida e la domanda che rompe il silenzio
Il presunto aggressore, un sedicenne attualmente rinchiuso nel carcere minorile di Firenze, ha sostenuto l’udienza di convalida senza però rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari: ha scelto, come è suo diritto, di avvalersi della facoltà di non rispondere. Eppure, nel colloquio con il proprio difensore – dunque in una dimensione protetta e lontana dai riflettori dell’aula – ha rotto il muro di ghiaccio con una domanda sorprendente: “Come sta Iacopo?”. Non ha chiesto dettagli sulla propria posizione processuale, né ha manifestato timori per la custodia cautelare in carcere (richiesta peraltro dalla procura minorile). Ha voluto sapere, invece, delle condizioni di salute del ventitreenne che lui stesso aveva colpito al cuore.
La città sotto choc e la famiglia del minore che cerca un contatto
Prato intera, si può ben dire, è rimasta scossa dalla violenza inaudita di quell’aggressione a scopo di rapina, avvenuta a due passi dai locali affollati. E la consapevolezza, pesante come un macigno, è che Cerbai avrebbe potuto non farcela; invece ce l’ha fatta, e le sue condizioni – secondo chi segue la vicenda – sono in progressivo miglioramento. Sul fronte opposto, la famiglia del minorenne avrebbe manifestato l’intenzione di chiedere scusa, un gesto che, per quanto tardivo, segna un tentativo di assumersi una responsabilità morale di fronte a una vicenda giudiziaria destinata a fare ancora discutere. Non ci sono, al momento, dichiarazioni pubbliche della vittima né repliche ufficiali dalla sua cerchia familiare.
Le dinamiche dell’accoltellamento e il ruolo della procura minorile
La procura minorile ha chiesto e ottenuto la custodia in carcere per il sedicenne, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza per il reato di tentato omicidio – aggravato dalla finalità di rapina. Il ragazzo, che non ha precedenti penali rilevanti, si trova ora a Firenze in attesa degli sviluppi dell’indagine. Il coltello, stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, è stato affondato con tale violenza da ledere il cuore; solo la prontezza dei sanitari ha evitato l’irreparabile. Cerbai, che lavora come cuoco in un ristorante della piazza, era probabilmente alla fine del proprio turno o comunque nelle vicinanze quando è stato avvicinato dal minore. L’intera vicenda – lo si ripete senza enfasi – è seguita con attenzione dagli uffici giudiziari di Prato e Firenze, in un raccordo tra procura ordinaria e procura minorile che lascia intendere la complessità del quadro accusatorio.




