La tripletta di Malen stende il Pisa e la Roma riaggancia la corsa Champions
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Redazione Sport
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Sono bastati cinquantadue minuti, e tre conclusioni perfettamente piazzate, a Donyell Malen per riscrivere ancora una volta la storia recente di questa Roma. L’attaccante olandese, arrivato a gennaio dall’Aston Villa con l’etichetta di scommessa e trasformato in pochi mesi in una certezza assoluta, ha letteralmente affondato il Pisa all’Olimpico (3-0) regalando a Gian Piero Gasperini tre punti pesantissimi in ottica qualificazione europea. La sua tripletta, la prima in Serie A, non è stata soltanto una questione di quantità, ma di timing chirurgico: un gol dopo tre minuti per sbloccare l’incontro, il raddoppio poco prima dell’intervallo e il tris nella ripresa, proprio quando gli ospiti provavano a farsi vedere dalle parti di Svilar. Una prestazione da predatore d’area che lo ha proiettato nell’olimpo dei debuttanti più prolifici della storia del club.
L’orgoglio dell’olandese e il confronto con Batistuta
Dieci reti nelle prime dodici presenze in campionato: un ruolino di marcia che pochi, prima di lui, avevano saputo eguagliare. E chi lo aveva fatto, guarda caso, risponde al nome di Gabriel Omar Batistuta, idolo assoluto della tifoseria giallorossa. Un parallelo, quest’ultimo, che Malen ha accolto con un misto di rispetto e ambizione dichiarando di essersi ispirato proprio ai movimenti del "Re di Roma" per affinare la sua freddezza sottoporta. “L’ho osservato molto, come segnava, come si muoveva”, ha confessato l’attaccante, dimostrando una maturità tattica che va oltre la semplice potenza fisica. La sua capacità di attaccare la profondità, a cui si aggiunge una cinismo sotto porta che sembrava mancare alla Roma nelle prime fasi della stagione, ha rappresentato il fattore determinante per scardinare la resistenza di un Pisa che, per lunghi tratti, ha retto l’urto meglio di quanto dica il punteggio.
L’analisi amara di Hiljemark: la differenza la fa l’efficacia
E proprio sull’efficacia si gioca la lettura opposta di Oscar Hiljemark, tecnico degli ospiti. Il suo Pisa, impiegato con un solido 3-5-2, non ha sfigurato sotto l’aspetto della manovra, riuscendo anzi a tenere palla e a creare qualche brivido alla retroguardia avversaria. Tuttavia, come spesso accade in questo campionato, la differenza l’ha fatta la concretezza delle due aree di rigore. “I loro hanno fatto tre tiri in porta e segnato tre gol”, ha tuonato Hiljemark a fine partita, sottolineando una legge non scritta del calcio che la sua squadra ha imparato a proprie spese. Una frustrazione, quella del tecnico svedese, amplificata dalla consapevolezza di aver regalato almeno due delle tre reti agli avversari; errori individuali banali, come l’indecisione di Caracciolo sul primo gol o la disattenzione di Touré in area sul secondo, che condannano i toscani a un weekend bollente nella lotta per non retrocedere.
Classifica e scenari: l’obiettivo Champions si fa concreto
Con questo successo, il secondo consecutivo tra le mura amiche, la banda di Gasperini sale a quota 57 punti. Un bottino che vale l’aggancio alla Juventus al quinto posto e l’avvicinamento al Como, quarto in classifica, fermo a -1. In attesa degli impegni delle dirette concorrenti, la vittoria contro il Pisa assume quindi un valore quasi doppio: serve a cancellare la figuraccia rimediata a San Siro contro l’Inter e a ridare slancio a un ambiente che aveva accusato il colpo per l’eliminazione dall’Europa League. Per il Pisa, invece, il quadro clinico si fa preoccupante: fermo a 18 punti, agganciato al Verona, l’aggancio alla zona salvezza inizia a diventare un miraggio matematico. La differenza tecnica tra le due squadre, come visto all’Olimpico, è abissale.




