Ruini, il cardinale che ha cambiato la Chiesa italiana: l’addio a 95 anni tra ricordi e polemiche politiche
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Redazione Interno
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Una figura che ha segnato in modo indelebile il passaggio tra due millenni per la Chiesa cattolica in Italia, quella del cardinale Camillo Ruini, scomparso ieri all’età di 95 anni. La sua eredità, complessa e a tratti divisiva, si declina attraverso il ricordo di chi lo ha conosciuto da vicino, come la caporedattrice de "Il regno - Attualità", Maria Elisabetta Gandolfi, che lo definisce senza mezzi termini colui che ha "cambiato il volto della Chiesa italiana".
Un giudizio, il suo, che non si limita alla superficie ma affonda le radici nella capacità che Ruini aveva di leggere i segni dei tempi, una dote che Gandolfi gli riconosce con ammirazione, descrivendolo come una persona estremamente colta e lucida anche negli ultimi anni della sua lunga esistenza. Il porporato, originario di Sassuolo, non è stato solo un uomo di curia, ma un intellettuale a tutto tondo, capace di muoversi con destrezza tra le sacrestie e i palazzi del potere, interpretando il ruolo del pastore con una visione che andava ben oltre i confini delle singole diocesi.
Il ricordo del Papa e il telegramma ufficiale
Il primo, doveroso, tributo alla memoria del cardinale è giunto direttamente dal Vaticano, dove Papa Leone XIV ha voluto inviare un telegramma al cardinale Baldassare Reina, vicario generale per la Diocesi di Roma, per esprimere il cordoglio della Santa Sede. Nel messaggio, il Santo Padre ricorda Ruini come un "esperto e saggio fratello", sottolineandone la "fede profonda", l'"acuta intelligenza" e lo "sguardo lungimirante".
Parole che dipingono il ritratto di un uomo che ha dedicato la sua vita al servizio della Chiesa, operando con discrezione e abnegazione, qualità queste ultime che il Pontefice ha voluto mettere in risalto per sottolineare la coerenza di una vita spesa dietro gli insegnamenti del Vangelo. La sua nomina a presidente della Conferenza Episcopale Italiana e, successivamente, a vicario generale emerito per la Diocesi di Roma, lo hanno posto al centro della scena ecclesiale per decenni, rendendolo un punto di riferimento imprescindibile per generazioni di fedeli e di sacerdoti.
Il cordoglio della Cei e il ruolo di guida
Anche la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha voluto omaggiare il porporato con un messaggio ufficiale, nel quale lo si definisce un "testimone fedele del Vangelo". La Cei, nella nota diffusa nelle scorse ore, mette in luce il suo impegno costante nell'indicare il primato dell'evangelizzazione e la centralità della dignità della persona umana, due capisaldi del suo magistero che hanno guidato le sue scelte pastorali e politiche.
La sua operosità, del resto, è stata un tratto distintivo della sua personalità, come ha ricordato anche il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, presente alla camera ardente allestita a Roma. Gasparri ha voluto sottolineare come Ruini, anche dopo aver lasciato la guida della Cei, abbia continuato a difendere con vigore quelli che lui stesso definiva i "valori non negoziabili", battendosi in prima linea sui temi etici che hanno infiammato il dibattito pubblico italiano negli ultimi vent'anni.
Le scelte politiche e il rapporto con il centrodestra
Proprio sul versante politico, la figura di Ruini ha spesso diviso l'opinione pubblica, incarnando il ruolo di un pastore che non ha mai temuto di scendere nell'arena del confronto civile. Le sue posizioni, storicamente vicine al centrodestra, non sono mai state rinnegate, nemmeno quando le critiche si facevano più aspre. Come ha osservato Gandolfi, la scelta di allinearsi su quel fronte politico nasceva da una convinzione radicata, ereditata dall'insegnamento di Giovanni Paolo II, secondo il quale non era possibile stipulare accordi con chi proveniva dall'ideologia comunista.
Una posizione, la sua, che ha segnato un'epoca, influenzando il voto dei cattolici e contribuendo a delineare un asse politico-culturale che ha retto per anni. Gasparri, nel suo intervento, lo ha definito una "guida" e un "punto di riferimento" imprescindibile, un uomo operoso che ha saputo difendere i princìpi fondamentali anche nei momenti di maggiore difficoltà, lasciando un segno profondo non solo nella storia della Chiesa ma anche in quella del Paese.




