Sassuolo, Adzic: "Gol alla Juve, non ho dormito. Ora voglio continuità"
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Redazione Sport
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Vasilije Adzic non ha ancora smaltito l'adrenalina di quella notte. Il centrocampista montenegrino, vent'anni compiuti lo scorso maggio, ha raccontato a La Gazzetta dello Sport le sensazioni che hanno accompagnato il gol segnato al Sassuolo contro la Juventus, la squadra che ne detiene ancora il cartellino e che lo ha ceduto in prestito in Emilia durante l'estate.
«Andiamo indietro di una settimana. Aspettavo tanto questa partita.
Un chiodo fisso, ci ho pensato ogni giorno», ha spiegato il giocatore, che ha poi aggiunto: «Il gol l'ho rivisto una marea di volte e la notte praticamente non ho dormito. In genere si dorme poco quando si gioca di sera. Stavolta mettici l'adrenalina, l'emozione, sensazioni forti: notte quasi in bianco».
La coincidenza del 13 settembre
Adzic si è soffermato sulla curiosa coincidenza legata alla data del match. Esattamente un anno prima, il 13 settembre 2025, il montenegrino aveva segnato il suo primo gol in Italia con la maglia della Juventus, decidendo il derby d'Italia contro l'Inter con una conclusione da fuori area nel recupero. «Quando ho visto che era il 13 ho pensato a questa incredibile coincidenza. Sentivo che qualcosa era nell'aria… L'idea del gol mi girava dentro la testa», ha confessato.
La rete contro i bianconeri non è stata l'unica soddisfazione stagionale per il classe 2006. Il rendimento offerto con la maglia neroverde ha convinto l'ambiente, con il direttore sportivo Palmieri che aveva personalmente illustrato il progetto al giocatore prima della firma. «C'è un dettaglio che ha fatto la differenza: il direttore Palmieri è venuto a Torino per parlarmi e fare una videochiamata con mister Aquilani che mi ha spiegato in maniera molto chiara il suo progetto e il ruolo che avrei avuto. A quel punto la scelta è stata facile», ha raccontato.
Il saluto di Spalletti e il ruolo in campo
Prima del fischio d'inizio del match contro la Juventus, Adzic ha incrociato Luciano Spalletti, tecnico dei bianconeri. «Dopo aver salutato Aquilani, mi è venuto a cercare in panchina, gli sono andato incontro e mi ha fatto i complimenti per come ho cominciato la stagione. Un gesto che mi ha fatto un enorme piacere e per questo lo ringrazio», ha dichiarato.
Sul proprio ruolo, il montenegrino ha le idee chiare: «Sono un 8 o un 10. Soprattutto un trequartista, lì mi trovo meglio, ma come dice Aquilani è il coraggio che fa il ruolo». L'allenatore del Sassuolo, arrivato in neroverde lo scorso giugno dopo l'esperienza al Catanzaro, ha puntato con decisione sul giovane, trasformandolo da trequartista puro a mezzala in grado di incidere anche in zona gol.
Il prestito al Sassuolo prevede un diritto di riscatto per i neroverdi e un controriscatto in favore della Juventus, formula che consente al club bianconero di riportare a Torino il giocatore al termine della stagione. «La cosa fondamentale è giocare con continuità e al Sassuolo ho trovato la situazione giusta per questo sono contentissimo. Sento la fiducia di tutti», ha concluso Adzic, che ha poi aggiunto: «Forse alla Juve potevo giocare un po' di più o almeno lo speravo.
Forse lo meritavo anche, ma non sono decisioni che competono a me quindi va bene così».
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