Jimmy Kimmel accusa Trump di aver cercato di «cancellarlo» dopo la sospensione

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Jimmy Kimmel è tornato in onda dopo una settimana di sospensione decretata dall'emittente ABC, lanciando un monologo che ha preso di mira senza mezzi termini il presidente Donald Trump. Ripropriatosi del palcoscenico del suo "Jimmy Kimmel Live!", il conduttore ha definito «antiamericano» il tentativo di zittire i comici, in un clima politico che vede costantemente sotto attacco il diritto alla libera espressione.

La causa della sospensione

La controversia, che ha portato alla sua temporanea esclusione, affonda le radici in un commento – poi divenuto virale – riguardante le circostanze dell'omicidio dell'attivista Charlie Kirk, un episodio di cronaca ancora oggetto di indagine.

Il principio costituzionale in gioco

«Questo show non è importante», ha esordito Kimmel, per poi aggiungere che ciò che conta veramente è il principio costituzionale che garantisce la possibilità stessa di un programma come il suo. Le sue parole hanno suonato come una chiara risposta all'amministrazione Trump, la quale, a suo dire, avrebbe cercato in «tutti i modi» di metterlo a tacere, toccando un nervo scoperto del dibattito pubblico americano.

Le conseguenze per la Disney

L'effetto della sospensione si sta rivelando più ampio del previsto. Un numero crescente di utenti ha avviato una protesta attiva annullando l'abbonamento a Disney+, la piattaforma streaming della corporation madre, ABC. La mobilitazione, visibile sui social network, non è rimasta confinata al solo pubblico.

La solidarietà delle star

La protesta ha raccolto l'adesione di diverse personalità di spicco dello spettacolo. Tra i molti che hanno espresso solidarietà a Kimmel o hanno criticato la decisione dell'ABC, si contano nomi noti come Mark Ruffalo, Tatiana Maslany, Marisa Tomei, Cynthia Nixon e Pedro Pascal. Questa presa di posizione contribuisce ad alimentare una polemica che mette in luce le tensioni tra intrattenimento, grandi corporation e potere politico.

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