Riforma del premierato: Meloni chiude una falla nel sistema
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Redazione Interno
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La riforma del premierato non è una vendetta nei confronti dei magistrati, secondo la presidente del Consiglio, Meloni. Questa riforma chiude una falla che ha costretto in passato il presidente della Repubblica a un ruolo di supplente nella formazione dei governi, in assenza di maggioranze chiare uscite dalle urne.
Il ruolo del presidente della Repubblica
Meloni sottolinea che la riforma non ha toccato i poteri del presidente della Repubblica. "La libertà di scegliere il governo non è prevista dalla Costituzione salvo quando le forze politiche non esprimono una maggioranza", afferma. In tali circostanze, il presidente della Repubblica è costretto a un ruolo di supplenza per una falla del sistema. Tuttavia, Meloni sostiene che questa riforma risolverà la falla nel sistema.
Il contrappeso costituzionale
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la riforma non elimina il contrappeso costituzionale. "Non è vero che non c'è il contrappeso, il presidente della Repubblica è garante della costituzione, quello è il contrappeso", afferma Meloni.
Le conseguenze di una possibile sconfitta
Infine, Meloni affronta le possibili conseguenze di una sconfitta nel referendum sulla riforma. "Se dici 'o la va o la spacca' e poi, spacca, allora spacca, mia cara… Non solo perché hai perso la madre di tutte le tue riforme, non solo, ma perché ti sei messa nelle condizioni di chiedere un plebiscito su di te e lo hai perso. Se lo perdi. E lo perderai", conclude Meloni. Queste parole sembrano suggerire che Meloni è consapevole delle possibili ripercussioni politiche di una sconfitta nel referendum sulla riforma del premierato.




