FerX, firmato il decreto per le rinnovabili: 37 GW di nuova capacità con 23 miliardi di incentivi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La transizione energetica italiana compie un passo decisivo con la firma del decreto FerX da parte del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, un provvedimento che era atteso da tempo e che ora, dopo il via libera della Commissione europea dell'8 giugno scorso, entra nella sua fase operativa.

Il decreto, che sarà trasmesso agli organi di controllo e pubblicato sul sito del Ministero per entrare in vigore, mette a disposizione un imponente pacchetto di incentivi del valore complessivo di 23 miliardi di euro, distribuiti nell'arco di vent'anni, per sostenere la realizzazione di oltre 37 GW di nuova capacità produttiva da fonti pulite.

Un intervento che il governo considera strategico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e per allineare il sistema energetico nazionale agli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, in un momento in cui i prezzi dell'energia continuano a pesare sulla competitività del sistema industriale italiano.

37,15 GW di potenza: ecco come saranno distribuiti

Il cuore del provvedimento è rappresentato dal contingente massimo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, una cifra che, se realizzata, porterebbe a un incremento significativo dell'attuale parco impianti.

Il meccanismo di sostegno distingue nettamente tra due categorie di impianti: da un lato, una quota di 10 GW è riservata agli impianti di potenza fino a 1 MW, i quali possono accedere direttamente al sistema di incentivi senza dover partecipare ad aste competitive; dall'altro, i restanti 27,15 GW saranno assegnati attraverso procedure pubbliche competitive gestite dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), a cui dovranno sottoporsi gli impianti di dimensioni maggiori.

All'interno di questo secondo contingente, la ripartizione per tecnologia è chiara e disegna le priorità del governo: 16,5 GW sono destinati all'eolico, che si conferma la tecnologia su cui si punta di più per la crescita, 10 GW al fotovoltaico, 0,63 GW per l'idroelettrico e una quota marginale di 0,02 GW per gli impianti alimentati da gas residuati dai processi di depurazione.

Prezzi di riferimento e regole per le aste

Il decreto definisce anche i valori economici di riferimento per gli incentivi, creando un quadro che dovrebbe garantire la bancabilità dei progetti. Per il fotovoltaico, il prezzo base è fissato a 80 euro per megawattora, mentre per l'eolico si sale a 85 euro e per l'idroelettrico a 90 euro al MWh.

Un elemento significativo è rappresentato dalle maggiorazioni previste per specifiche tipologie di intervento, come quelle per gli impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture in amianto o quelli realizzati su superfici d'acqua, a dimostrazione di una volontà di coniugare lo sviluppo energetico con il recupero ambientale.

Per rendere operativo il sistema, manca ancora un passaggio fondamentale: entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del decreto, il Ministero dovrà approvare le regole operative che il GSE predisporrà per definire le modalità di accesso agli incentivi e il calendario delle aste. Parallelamente, sarà l'Arera a stabilire i criteri per i prezzi di aggiudicazione per gli impianti di minore taglia che accedono direttamente al meccanismo di sostegno.

Autorizzazioni accelerate e tempi certi per i cantieri

Uno degli ostacoli storici allo sviluppo delle rinnovabili in Italia è stato rappresentato dalla farraginosità delle procedure autorizzative, un problema che il decreto FerX cerca di affrontare con un duplice approccio. Da un lato, introduce un percorso accelerato per la valutazione dei progetti di maggiore dimensione, con l'obiettivo di ridurre i tempi burocratici che hanno frenato molti investimenti negli ultimi anni.

Dall'altro, per scongiurare il rischio di assegnare incentivi a progetti "fantasma", il decreto pone requisiti molto stringenti per la partecipazione alle aste: gli operatori dovranno dimostrare di possedere già il titolo autorizzativo per la costruzione e l'esercizio dell'impianto, il preventivo di connessione alla rete accettato in via definitiva e la registrazione nel sistema Gaudì di Terna. Il meccanismo è quindi studiato per selezionare progetti realmente cantierabili.

A ciò si aggiungono scadenze precise per la realizzazione: le nuove installazioni eoliche e fotovoltaiche dovranno essere completate entro 36 mesi dall'aggiudicazione, mentre per le nuove opere idroelettriche il limite sale a 54 mesi, termini che mirano a trasformare rapidamente le intenzioni in energia effettivamente immessa in rete.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.