FerX, il governo apre la corsa alle rinnovabili: in arrivo oltre 37 GW di nuova capacità verde

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La transizione energetica italiana, dopo una lunga fase di attesa e incertezze legate all'iter burocratico comunitario, entra finalmente in una nuova e decisiva fase operativa. Con la firma del decreto FerX da parte del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, il governo mette in campo quello che si configura come uno dei più rilevanti strumenti di sostegno alle fonti rinnovabili degli ultimi anni, destinato a ridisegnare il panorama produttivo nazionale nel settore elettrico.

Il provvedimento, come riportato, è stato approvato dopo il via libera della Commissione europea e punta ad accompagnare lo sviluppo di oltre 37 GW di nuova capacità produttiva da fonti pulite, attraverso un sistema di incentivi e procedure competitive che dovrebbero garantire maggiore certezza agli investimenti e accelerare la realizzazione degli impianti.

La struttura del decreto e i contingenti di potenza

Il decreto FerX definitivo, che entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), fissa un contingente massimo complessivo di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, una cifra che testimonia l'ambizione del piano energetico nazionale.

Questa mole di potenza, che rappresenta un traguardo significativo per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione al 2030, è suddivisa in due binari principali, concepiti per favorire sia la diffusione capillare degli impianti di piccola taglia sia lo sviluppo di grandi progetti utility-scale. Dieci GW sono riservati esclusivamente agli impianti con potenza fino a 1 MW, i quali potranno accedere direttamente al meccanismo di supporto senza dover partecipare ad aste competitive, un vantaggio pensato per semplificare l'iter per privati, piccole imprese e comunità locali.

I restanti 27,15 GW sono invece destinati agli impianti di maggiore dimensione, che dovranno obbligatoriamente partecipare a procedure pubbliche competitive, le quali saranno bandite dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) con cadenza periodica, verosimilmente semestrale.

Tecnologie ammesse e ripartizione degli incentivi

Il perimetro delle tecnologie ammesse al sostegno pubblico è chiaramente delineato e comprende le fonti rinnovabili considerate ormai mature e competitive sul mercato, ovvero quelle che presentano costi di generazione prossimi alla parità con le fonti fossili. Nello specifico, potranno beneficiare degli incentivi previsti dal FerX gli impianti solari fotovoltaici, eolici onshore, idroelettrici e quelli dedicati al trattamento di gas residuati dai processi di depurazione, un segmento tecnologico spesso trascurato ma che offre interessanti margini di recupero energetico.

All'interno del contingente riservato alle procedure competitive, la ripartizione della potenza è stata definita con precisione: 16,5 GW sono destinati all'eolico, che si conferma come la tecnologia principe per il raggiungimento dei target nazionali; 10 GW saranno riservati al fotovoltaico, che continua a godere di un calo dei costi di installazione; mentre a idroelettrico e gas residuati di depurazione sono stati assegnati contingenti rispettivamente di 0,63 GW e 0,02 GW.

Le tempistiche e il quadro normativo

La firma del decreto da parte del ministro Pichetto fa seguito alla decisione della Commissione europea dell'8 giugno scorso, che ha ufficialmente dichiarato la compatibilità della misura di aiuto con il mercato interno, non sollevando obiezioni riguardo al regime di aiuti da 23 miliardi di euro destinato a sostenere la produzione di elettricità da fonti pulite.

La vice presidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha sottolineato come questo regime di aiuti sia fondamentale per conseguire gli obiettivi del patto per l'industria pulita, spingendo l'Italia verso un modello produttivo più sostenibile. Con la firma del ministro, il testo del decreto sarà ora trasmesso agli organi di controllo per la registrazione formale, dopodiché si attende la pubblicazione sul sito del MASE.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore, il ministero, su proposta del GSE, dovrà approvare le regole operative dettagliate per l'accesso al meccanismo, che forniranno indicazioni specifiche su modalità e tempistiche per la presentazione delle domande, nonché per la partecipazione alle aste.

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