Polemia tra Fanelli e Lucarelli sul silenzio a Venezia riguardo a Gaza

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scelta di Emanuela Fanelli, madrina della Mostra del Cinema di Venezia, di non affrontare pubblicamente la questione di Gaza durante la cerimonia inaugurale ha scatenato un aspro botta e risposta sui social network con la giornalista Selvaggia Lucarelli. La conduttrice, la quale aveva precedentemente manifestato la sua disponibilità a partecipare all’iniziativa Venice4Palestine a titolo personale, ha precisato di voler scindere la sua posizione privata dal ruolo istituzionale che ricopre, ritenendo quindi non opportuno esprimersi dal palco ufficiale del Festival.

Una decisione che non è passata inosservata, trovando una feroce critica in Selvaggia Lucarelli. La giornalista, in un post su Instagram, ha tacciato di «pavidità» la posizione dell’attrice, sostenendo che una simile scelta sarebbe dettata dalla paura di compromettere la propria carriera e di perdere future opportunità professionali. «Bastava dire: “Non ne parlo perché voglio continuare a fare l’attrice senza perdere opportunità”», ha scritto, sintetizzando con sarcasmo quella che, a suo avviso, è la vera motivazione alla base del silenzio.

La replica di Fanelli non si è fatta attendere ed è arrivata in modo colto e misurato, attingendo al repertorio di un’icona del cinema italiano. Citando una celebre battuta di Massimo Troisi, l’attrice ha replicato: «Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci tu», chiudendo così polemicamente la discussione senza aggiungere altro. Una mossa che, seppur apparentemente defilata, ha rievocato, come prontamente fatto notare dalla Lucarelli in un successivo scambio, il coraggio dimostrato dallo stesso Troisi che, nel 1981, non esitò a sfidare la censura durante la presentazione di un suo film proprio alla Mostra di Venezia.

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