Venezia 2025, Emanuela Fanelli: «Sono in ansia ma non sarà la paura a dettarmi le scelte»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’attrice romana, classe 1986, si appresta a raccogliere una delle sfie più ambiziose della sua carriera, quella di condurre – termine da lei preferito all’ormai desueto “madrina” – le serate inaugurali e conclusive della prossima Mostra del Cinema di Venezia. Emanuela Fanelli, il cui talento poliedrico l’ha portata a conquistare, tra gli altri, due David di Donatello consecutivi nel 2023 per ‘Siccità’ di Paolo Virzì e nel 2024 per ‘C'è ancora domani’ di Paola Cortellesi, ha già mostrato di possedere quell’ironia e quella spontaneità necessarie per districarsi tra i riflettori del Lido.

Già durante i primi contatti con la stampa, infatti, ha gestito con aplomb l’assalto dei fotografi sulla spiaggia, rivolgendo loro una preghiera, «Vi prego, non urlate», per stabilire da subito un rapporto di collaborazione professionale, pur essendo inizialmente intimidita dagli applausi e dalle richieste. Una prova superata, la sua, che anticipa il clima di lavoro che si è imposta di portare avanti in quei giorni di intensa bellezza e arte.

Interrogata sul ruolo che un festival cinematografico ricopre oggi, senza citare giudizi esterni, Fanelli riflette sulla sua capacità di forgiare nuovi sguardi sul mondo del cinema, mentre sull’ironia – elemento che la contraddistingue da sempre – preferisce non sbilanciarsi, trattandosi di una cifra stilistica che emerge naturalmente dal suo modo di essere, sia nelle commedie che nei drammi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.