"F1 – The Movie": tra adrenalina e riscatto, il cinema che accelera come un bolide
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Jerry Bruckheimer, produttore di film iconici come "Top Gun" e "Pirati dei Caraibi", non ha dubbi: «La Formula 1, con la sua tensione e il suo spettacolo, è cinema al massimo livello». Parole che risuonano durante il junket ufficiale di F1 – The Movie, dove il regista Joseph Kosinski e il cast – tra cui Damson Idris e Kerry Condon – hanno svelato cosa trasforma questo progetto in qualcosa di più di un semplice film sui motori. «Non è un documentario, né la ripresa di un evento live», ha spiegato Condon, «qui ti immergi nelle emozioni dei personaggi, vivi il loro viaggio». Idris, dal canto suo, ha aggiunto: «All’inizio è rivalità, ma in due ore e mezzo diventa rispetto, persino un’amicizia inaspettata».
Arrivato nelle sale italiane il 25 giugno, il film – prodotto da Apple Original Films con Brad Pitt e Lewis Hamilton nel ruolo di co-produttori – racconta la storia di Sonny Hayes, pilota di Formula 1 costretto al ritiro dopo un incidente negli anni ’90, che torna in pista per guidare un giovane talento e risollevare una scuderia sull’orlo del fallimento. Girato durante veri Gran Premi, con piloti professionisti e senza ricorrere alla CGI, F1 – The Movie punta tutto sull’autenticità. Kosinski, già regista di Top Gun: Maverick, ha lavorato a stretto contatto con Hamilton per garantire realismo, mentre Pitt ha affrontato mesi di addestramento per guidare in pista.
Non mancano, però, elementi più leggeri, come la relazione tra il protagonista e l’ingegnere Kate McKenna (interpretata da Kerry Condon), che introduce una dinamica inedita in un ambiente tradizionalmente maschile. E se il film evita il tono cupo di certe pellicole sul rischio mortale delle corse – «non siamo dalle parti di Cronenberg», si potrebbe dire –, non rinuncia a mostrare il lato umano dei piloti, tra rivalità, paure e ambizioni.




