Stellantis spegne i motori a Poissy: dal 2028 solo componenti e riciclo, ma l’intelligenza artificiale corre su Azure
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Redazione Economia
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Lo annuncio, arrivato al termine di una riunione del consiglio di fabbrica tenutasi nella giornata di ieri, ha messo fine a mesi di indiscrezioni e trattative: entro la fine del 2028, lo storico stabilimento Stellantis di Poissy – quello stesso che, aperto nel lontano 1938 alle porte di Parigi, ha rappresentato per decenni il cuore pulsante dell’industria automobilistica francese – cesserà definitivamente l’assemblaggio di nuove vetture. Non si tratta, va detto subito, di una chiusura secca dell’impianto, bensì di una radicale riconversione industriale che, in un’Europa alle prese con una contrazione strutturale delle vendite (il mercato ha perso quasi due milioni di unità rispetto al 2019), prova a trasformare un colosso dell’era fordista in un avamposto dell’economia circolare.
L’addio a Ds3 e Opel Mokka, un declino annunciato dai numeri
A finire sotto la scure della riorganizzazione sono, concretamente, i modelli Ds3 e Opel Mokka, le uniche due vetture attualmente in produzione su quelle linee che, va ricordato, nei periodi di massimo splendore come il 1976 arrivavano a sfornare oltre mezzo milione di veicoli l’anno impiegando quasi 27mila operai. Oggi la realtà è ovviamente ben diversa: le stime per il 2026 parlano di circa 68mila unità prodotte, una cifra destinata a scendere ulteriormente a 65mila nel 2027, un livello che rende di fatto insostenibile la prosecuzione delle attività di assemblaggio a fronte di un tasso di utilizzo degli impianti fermo ormai da mesi attorno al 60%. La decisione, per quanto dolorosa, era nell’aria da tempo: già nell’ottobre del 2025 la produzione era stata fermata per quindici giorni a causa del crollo della domanda, e la mancata assegnazione di un nuovo modello elettrico (un progetto di Ds3 che non ha mai visto la luce) ha di fatto condannato il sito.
Cento milioni per il futuro: presse, verniciatura e stampa 3d
La fabbrica, insomma, non morirà, ma cambierà pelle. Stellantis ha annunciato un investimento che supera i 100 milioni di euro per trasformare gli stabilimenti in un polo logistico e manifatturiero di supporto agli altri stabilimenti del Gruppo, quelli cioè che continueranno ad assemblare auto a Mulhouse, Sochaux, Rennes e Hordain. Entro il 2030, l’area sarà riconfigurata con una terza linea di presse per lo stampaggio, un nuovo reparto di verniciatura, il rinnovamento della carrozzeria e l’aggiunta di una linea di assemblaggio per i motori. A queste attività tradizionali si affiancherà poi un’importante divisione dedicata al reconditioning e al riciclo dei veicoli usati, un settore in forte espansione visto che il parco circolante invecchia (l’età media sfiora ormai i 12 anni) e la domanda di pezzi di ricambio, magari prodotti anche in stampa 3D per piccolissime serie, è destinata a crescere.
L’impatto sull’occupazione e il paradosso dell’intelligenza artificiale
Sul fronte occupazionale, il gruppo italo-franco-americano guidato da Antonio Filosa ha garantito che non ci saranno licenziamenti diretti: gli attuali 1.600.700 dipendenti effettivi (in realtà sulla carta i lavoratori sarebbero quasi 1.925, ma vanno conteggiate le assenze per malattia, formazione o cassa integrazione) vedranno un assottigliamento graduale della pianta organica, prevalentemente attraverso turnover naturale e prepensionamenti, fino a stabilizzarsi intorno alle 1.200 unità attive entro la fine del decennio. Mentre le ruspe metaforiche si abbattono su una tradizione ultracentenaria, in un’aula virtuale completamente diversa Stellantis ha però scelto di accelerare sull’innovazione, siglando proprio nella stessa giornata di ieri una partnership quinquennale con Microsoft per integrare massivamente l’intelligenza artificiale nei processi aziendali e nei cruscotti delle auto. L’accordo, che prevede team congiunti per sviluppare oltre cento iniziative tra manutenzione predittiva, cyber security e assistenza clienti, porterà l’AI nel sistema operativo dei veicoli – si pensi a suggerimenti di guida intelligente per le Peugeot o alla connettibilità garantita su terreni impervi per le Jeep – e modernizzerà l’intera infrastruttura cloud del costruttore su piattaforma Azure, con l’obiettivo dichiarato di ridurre del 60% l’impronta dei data center entro il 2029.




