Diletta Leotta e il podcast di Victoria Cabello: “A letto mi do 10, sono il vulcano dell’Etna”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’incontro tra Diletta Leotta e Victoria Cabello, avvenuto nello spazio digitale di “Fuori di Cabello”, ha regalato agli ascoltatori un ritratto inedito e decisamente privo di filtri della conduttrice sportiva, che per l’occasione ha deciso di abbassare ogni barriera, concedendosi a un racconto fluido e spontaneo, lontano anni luce dalla rigidità che talvolta contraddistingue le apparizioni televisive più istituzionali -1. La giornalista, volto di punta di Dazn e ormai abituata alle luci della ribalta, si è lasciata andare a una valanga di confessioni, spaziando dalla carriera agli aneddoti di vita quotidiana, fino ad affrontare, con la consueta ironia che la contraddistingue, il tema spinoso dei pregiudizi legati al suo aspetto fisico, un argomento, questo, che l’ha vista spesso protagonista di dibattiti pubblici e polemiche sociali -2.
Nel corso della chiacchierata, condotta con il piglio ironico e dissacrante tipico di Victoria Cabello, Leotta non ha esitato a toccare corde estremamente personali, arrivando persino a ironizzare sulla propria intimità con una battuta che ha fatto subito il giro del web, autodefinendosi un “vulcano” e assegnandosi un pieno dieci in pagella, una dichiarazione, quella sulle proprie prestazioni, che lascia poco spazio all’immaginazione e che testimonia una ritrovata sicurezza e una voglia di giocare con la propria immagine pubblica, smontando pezzo per pezzo la maschera della semplice “bella presenza” -5. Un’autocelebrazione scherzosa, certo, ma che si inserisce perfettamente in un discorso più ampio, quello relativo alla necessità di affermare una personalità complessa e multidimensionale, capace di sorprendere e di non farsi incasellare in stereotipi comodi ma riduttivi.
Il peso dello sguardo altrui e la difesa dai leoni da tastiera
Il fulcro della conversazione, al di là delle battute più leggere e dei racconti di vita vissuta come le vacanze improvvisate con le amiche Elodie e Francesca o l’incontro con il compagno Loris Karius a Parigi, è però ruotato attorno alla percezione di sé e al rapporto, spesso conflittuale, con il giudizio esterno -5. Leotta ha riportato l’attenzione su un tema a lei caro, già affrontato pubblicamente in passato, come nel celebre monologo sanremese del 2020, quando sottolineò come la bellezza sia semplicemente qualcosa che “capita” e non un merito. La conduttrice ha spiegato come, nonostante gli anni e la crescente popolarità, continui a scontrarsi con la tendenza di una certa fetta di pubblico a sottovalutare le sue competenze, relegandola in una categoria preconfezionata dove una donna avvenente fatica a vedersi riconosciuto il diritto di possedere anche sostanza e professionalità, un meccanismo che ha definito con una certa amarezza ma anche con pragmatismo -2.
La nostalgia del campo e le nuove frontiere della carriera
Parlando di lavoro, la Leotta ha espresso una certa nostalgia per il periodo in cui operava come inviata sui campi di calcio, un’attività che le permetteva di vivere il gioco in maniera più istintiva e adrenalinica, a contatto con i tifosi e con l’atmosfera cruda e autentica degli stadi, un mondo che oggi, da conduttrice in studio, le manca profondamente -5. Nonostante il successo e la visibilità ottenuti con i programmi di Dazn, la giornalista ha lasciato intendere come il rapporto diretto con la cronaca e con le storie dei protagonisti fosse qualcosa di particolarmente formativo e coinvolgente, una dimensione che forse, in futuro, potrebbe tornare a esplorare.
L’approdo recente sul set di “Don Matteo”, poi, ha rappresentato un’altra parentesi significativa del suo percorso, un’esperienza che l’ha vista cimentarsi in una veste completamente nuova, quella dell’attrice, interpretando il personaggio di Gabri, un’architetta, e confrontandosi con un mondo, quello della fiction, fatto di tempistiche e meccanismi differenti dal lavoro in diretta televisiva -5. Un'esperienza, quella della serie Rai, che è stata accolta da reazioni contrastanti, tra chi l'ha vista come un'operazione di mero richiamo popolare e chi invece ha apprezzato il suo coraggio nel mettersi in gioco in un ruolo diverso dal solito -3. La Leotta, dal canto suo, ne ha parlato con entusiasmo, soffermandosi sulla bellezza del set e sulla passione che mette in ogni nuova avventura professionale, lasciando intendere che la sua fame di nuovi stimoli è tutt’altro che sazia.




