Le proteste di Coldiretti e la battaglia contro la carne sintetica

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre il Regno Unito accelera verso l’approvazione di alimenti prodotti in laboratorio, tra cui carne e latticini sintetici, l’Italia si oppone con veemenza, guidata da Coldiretti e da una parte della politica. A Parma, circa ventimila persone – agricoltori, rappresentanti del settore e simpatizzanti – hanno manifestato davanti alla sede dell’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, contestando l’ipotesi che prodotti come la carne coltivata possano entrare nel mercato Ue. Una mobilitazione che, al di là dei toni accesi, riflette tensioni più profonde tra innovazione e tradizione.

Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, intervenuto all’inaugurazione del villaggio Agricoltura è a Roma, ha ribadito la posizione del governo: "Non sacrifichiamo la nostra alimentazione per sperimentazioni". Parole che riecheggiano lo scetticismo di chi vede nella carne sintetica una minaccia non solo al made in Italy, ma a un intero modello produttivo basato sul legame tra terra, lavoro e qualità. Un approccio che, se da un lato difende il settore primario, dall’altro rischia di ignorare le potenzialità di una tecnologia che potrebbe ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti.

Tra i manifestanti anche Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano, che ha sottolineato la necessità di "un’Europa più giusta", chiedendo normative più severe sull’etichettatura per garantire trasparenza ai consumatori. La richiesta, però, si scontra con le logiche del mercato globale, dove la semplificazione doganale spesso prevale sulla tracciabilità. Intanto, la Food Standards Agency britannica lavora a nuove regole per introdurre questi prodotti entro due anni, mentre in Italia il dibattito resta polarizzato

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