A Pavia donazioni di sangue regolari, ma con test per il West Nile. A Lecce primo caso umano

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le donazioni di sangue nella provincia di Pavia continuano senza interruzioni, ma l’Avis ha introdotto un’analisi molecolare preventiva per escludere la presenza del virus West Nile nel sangue raccolto. «Non ci sono blocchi», precisano dall’associazione, sottolineando che il controllo aggiuntivo serve a garantire la sicurezza sia per chi dona sia per chi riceve. Il protocollo, già attivo, rientra nelle misure di vigilanza sanitaria dopo la segnalazione di casi legati alla Febbre del Nilo Occidentale in altre regioni.

Intanto, in Puglia, è stato registrato il primo caso umano di infezione da West Nile: un uomo di 46 anni, donatore abituale, si è presentato al centro trasfusioni dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce per la consueta donazione, ma il test obbligatorio ha rilevato la positività al virus. L’uomo, residente a Galatone, è asintomatico e in buone condizioni; la Asl ha confermato che la procedura è stata immediatamente interrotta, evitando così qualsiasi rischio per il sistema trasfusionale.

Il caso pugliese, seppur isolato, conferma l’importanza dei controlli sistematici, che hanno permesso di identificare l’infezione prima che il sangue venisse prelevato. Il West Nile, trasmesso principalmente attraverso le zanzare, spesso decorre senza sintomi, ma in rari casi può provocare complicanze neurologiche. Le autorità sanitarie continuano a monitorare la situazione, senza allarmismi ma con attenzione ai dati epidemiologici.

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