West Nile, primo caso umano della stagione in Veneto: il virus circola nel Veronese
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Redazione Salute
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Una segnalazione che arriva dalla provincia di Verona e che accende i riflettori sulla circolazione del West Nile Virus, già individuata nei giorni scorsi nell'avifauna locale. Il primo caso umano della stagione 2026 è stato registrato nel Comune di Villa Bartolomea, dove il 22 giugno la Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare e Veterinaria della Regione Veneto ha ufficializzato il contagio.
La notizia giunge a stretto giro dal riscontro della positività negli uccelli, rilevata il 19 giugno sempre nel territorio veronese, un campanello d'allarme che aveva già preannunciato l'inizio della circolazione virale nell'area.
Il caso a Villa Bartolomea e i segnali premonitori
La comunicazione regionale, diffusa attraverso i canali ufficiali dell'azienda sanitaria, conferma quindi il primo episodio di infezione umana da West Nile in Veneto per l'anno in corso, dopo che il monitoraggio sull'avifauna aveva fatto scattare le procedure di sorveglianza.
L'Ulss 9 Scaligera, in accordo con i Comuni interessati, aveva già attivato le misure previste dal Piano regionale di prevenzione, sorveglianza e risposta alle arbovirosi 2026, potenziando le attività di controllo sulle zanzare e sulle positività larvali, come previsto dai protocolli per fronteggiare la diffusione del patogeno trasmesso dagli insetti vettori.
Le raccomandazioni della Regione e il vettore del virus
La Direzione Prevenzione della Regione Veneto ha contestualmente raccomandato alla popolazione l'adozione di adeguate misure di protezione individuale, con particolare attenzione alle fasce orarie comprese tra il crepuscolo e l'alba, momento in cui la zanzara comune Culex pipiens, principale vettore del virus, è maggiormente attiva.
La circolazione del West Nile, che in Italia si manifesta tipicamente nei mesi estivi e si protrae fino all'autunno, richiede un costante monitoraggio del territorio e l'applicazione di strategie integrate per limitare l'espansione del contagio, come dimostra la tempestiva risposta delle autorità sanitarie locali dopo le prime evidenze di positività.
Il piano di sorveglianza e il contesto epidemiologico
L'attivazione del Piano regionale per le arbovirosi, che include il potenziamento della sorveglianza entomologica e la disinfestazione larvicida nelle aree a rischio, rappresenta lo strumento operativo con cui il Veneto intende arginare la diffusione del virus, la cui presenza stagionale è ormai consolidata in alcune zone della Pianura Padana.
Il caso di Villa Bartolomea, sebbene isolato nella fase iniziale, conferma la necessità di mantenere alta l'attenzione da parte dei servizi di igiene pubblica, che già dalle prime segnalazioni nell'avifauna avevano predisposto gli interventi di prevenzione secondo le linee guida nazionali e regionali per il controllo delle malattie trasmesse da vettori.




