Stephane Omeonga denuncia brutalità della polizia italiana

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Il 25 dicembre, durante un volo tra Roma e Tel Aviv, il calciatore belga Stephane Omeonga, attualmente in forza al Bnei Sakhnin in Israele, ha denunciato di essere stato vittima di brutalità da parte della polizia italiana. Secondo quanto riportato dallo stesso Omeonga in un post su Instagram, l'episodio sarebbe iniziato quando uno steward lo ha avvicinato per un presunto problema con i suoi documenti, chiedendogli di lasciare l'aereo.

Omeonga, che ha militato in Italia con le maglie di Avellino, Genoa e Pescara, ha raccontato di essere stato trascinato fuori dal velivolo e picchiato dalla polizia, che lo avrebbe poi ammanettato e lasciato solo per ore nell'aeroporto di Fiumicino. Il calciatore, 27 anni, ha descritto l'episodio come un caso di razzismo, sottolineando come la sua esperienza sia stata segnata dalla brutalità e dall'umiliazione subita a causa del colore della sua pelle.

Nato a Liegi, Omeonga ha iniziato la sua carriera calcistica nelle giovanili del Flemalle, per poi passare allo Standard Liegi e successivamente all'Anderlecht. Dopo aver esordito nel calcio professionistico con l'Avellino, ha giocato in Serie A con il Genoa, prima di tornare in Serie B con il Pescara. Attualmente, Omeonga gioca nel campionato israeliano, dove continua a distinguersi per le sue qualità tecniche e tattiche.

L'episodio denunciato da Omeonga ha suscitato grande attenzione mediatica, con numerosi commenti e reazioni sui social media. Tuttavia, il calciatore ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema delicato come il razzismo e la violenza delle forze dell'ordine.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.