Rocío Muñoz Morales, il ritorno a Venezia tra piume e serenità
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sul red carpet veneziano, dove ogni apparizione è un messaggio cifrato da decodificare, Rocío Muñoz Morales ha scelto di presentarsi come un angelo, o forse una sposa di se stessa, avvolta in un bianco totale che sembrava sfidare le ombre di un’estate torrida. L’attrice spagnola, che ha 37 anni, è tornata a calcare la passerella più glamour della Mostra del Cinema dopo due anni di assenza, ovvero da quando la si era vista in Laguna al fianco di Raoul Bova, allora suo compagno. Un ritorno in solitaria, quello per l’edizione 2025 del Filming Italy Venice Award – uno degli eventi collaterali curati da Tiziana Rocca –, carico di significati non detti ma perfettamente intuibili attraverso la sua postura e, soprattutto, il suo abito.
Indossava un lungo e candido vestito di piume e perle, con uno spacco posteriore e un velo fluttuante che le scendeva dalla schiena, un ensemble che, nella sua evanescenza, pareva voler simbolicamente alleggerire un carico di dolore divenuto di dominio pubblico. La sua eleganza, studiata nei dettagli e nel movimento, ha catturato ogni obiettivo, proiettando un’immagine di ritrovata compostezza, se non addirittura di pacificazione interiore, dopo le rivelazioni che hanno coinvolto la sua vita privata attraverso le dichiarazioni di Fabrizio Corona.
Al termine della conferenza stampa, dove è stata premiata per il suo impegno nel teatro – da lei stessa definito, in altre occasioni, la sua «linfa vitale» e la sua «vera forza» –, ha affrontato le domande dei giornalisti con un sorriso apparentemente disinvolto, evitando con cura qualsiasi riferimento esplicito alla vicenda personale. «Sto bene, sono serena, sono tranquilla. Perché, non si vede?», ha dichiarato, chiudendo con una battuta di circostanza un capitolo sul quale non intende certo aprire un dibattito, preferendo di gran lunga concentrarsi sul suo lavoro e sulla sua rinascita artistica.




