Superstrada 36 allagata a Suello: il progetto c'è, ma manca ancora il secondo lotto
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Redazione Interno
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Un temporale di fine estate è bastato a riportare la Statale 36 sotto acqua, paralizzando la viabilità tra Lecco e la Brianza per l'intera mattinata di giovedì 17 settembre. Lo svincolo di Suello, uno dei punti storicamente più critici dell'arteria, è finito nuovamente sott'acqua, con automobilisti bloccati e code chilometriche in entrambe le direzioni. La dinamica è nota a chi percorre abitualmente quel tratto: l'acqua piovana non riesce a defluire, complice la configurazione altimetrica della zona, dove la sede stradale corre alla stessa quota del pelo libero del lago di Annone.
Poco prima delle sette del mattino, l'allarme è scattato per alcune vetture rimaste bloccate nello svincolo della Sp639, all'altezza di Suello. I soccorsi sono intervenuti in codice giallo per un uomo di 34 anni e una donna di 59, trasportati in ospedale in media gravità. Per gestire l'emergenza è stata disposta l'uscita obbligatoria ad Annone Brianza per tutti i veicoli diretti verso Lecco, mentre lo svincolo di immissione dalla provinciale è stato chiuso a chi proveniva da Erba e Pusiano.
Le ripercussioni si sono propagate rapidamente sulla viabilità ordinaria, con lunghe code sulla Sp51 tra Dolzago, Oggiono e Sala al Barro, e pesanti rallentamenti anche sulla Sp639 da Pusiano verso Lecco.
A chiarire il quadro tecnico è stato l'ingegner Matteo Giuseppe Castiglioni, responsabile della struttura territoriale Lombardia di Anas, nel corso di un'audizione in Commissione Territorio al Consiglio regionale, convocata proprio nella giornata del nubifragio. Il progetto per risolvere definitivamente la criticità esiste ed è quello di una vasca di laminazione interrata da 1.800 metri cubi, destinata a raccogliere temporaneamente le acque meteoriche per poi restituirle al lago attraverso un sistema di pompaggio. L'investimento complessivo ammonta a 3,2 milioni di euro.
La conferenza dei servizi, passaggio autorizzativo decisivo, si è conclusa lo scorso 12 agosto, e secondo Anas il cantiere potrà essere aperto entro la fine dell'anno, anche se nelle slide dell'audizione l'avvio è collocato nei primi mesi del 2027.
Sulle tempistiche le voci non convergono del tutto. Il consigliere regionale lecchese del Partito democratico Gian Mario Fragomeli, promotore dell'audizione, riferisce di un impegno assicurato da Anas per gennaio 2027, ma sottolinea la necessità di accelerare. Nel corso dell'incontro è emerso anche il quadro di un altro intervento strategico, la messa in sicurezza della tratta Giussano-Civate, un'opera da 74,39 milioni di euro i cui lavori risultano al 13%, con ultimazione prevista entro il 2027.
A frenare il cantiere hanno contribuito la bonifica di terreni inquinati, le interferenze con numerosi sottoservizi e le difficoltà finanziarie dell'impresa esecutrice. Sul fronte della Galleria Monte Piazzo, tra Dorio e Colico, gli interventi in corso valgono 77 milioni di euro, ma secondo Anas non rappresentano una soluzione definitiva, tanto che il consigliere Fragomeli ha invitato a percorrere rapidamente la strada delle due varianti di tracciato.
Quello della vasca di laminazione non è il primo cantiere pensato per arginare il problema. Nei mesi scorsi era stato completato l'innalzamento della pista ciclopedonale di Isella, un intervento da 4,5 milioni di euro che prevedeva la realizzazione di una massicciata verso il lago per contenere gli effetti delle piene. Il cantiere era stato salutato dalle amministrazioni locali come una risposta attesa, ma l'allagamento di giovedì ha dimostrato che la sola barriera non basta a proteggere la sede stradale.
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