Pixel 10, tra scelte controverse e bug da risolvere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La nuova generazione di smartphone di Google, il Pixel 10, si scontra fin dai primi giorni di disponibilità con le inevitabili critiche e segnalazioni da parte degli utenti, che mettono in luce alcuni aspetti controversi delle scelte progettuali dell'azienda. Una delle decisioni che ha attirato maggiormente l'attenzione è quella di non abilitare di default la modalità a 120Hz sul modello standard, una scelta che, a ben vedere, appare dettata da precise considerazioni tecniche e di marketing. Il dispositivo, difatti, monta un pannello OLED di tipo LTPS – differente quindi dalla tecnologia LTPO riservata ai fratelli maggiori Pro – il quale non supporta un refresh rate variabile, costringendo di fatto a un drastico salto da 60 a 120Hz senza possibilità di valori intermedi; ciò, com'è ovvio, avrebbe un impatto troppo severo sull'autonomia della batteria, spingendo Google a preferire una configurazione più conservativa per la batteria, nella presunzione che molti non noterebbero comunque la differenza fluidità.

Parallelamente, non mancano le segnalazioni di carattere più pratico e immediato, come quelle relative alla ricarica wireless, la quale sembra comportarsi in maniera poco affidabile quando utilizzata con caricabatterie non nuovissimi. Diversi acquirenti, infatti, denunciano interruzioni improvvise del processo di carica o tempi eccessivamente lunghi, un intoppo fastidioso che l'azienda dovrà affrontare con un aggiornamento software. Questioni di questo tipo, sebbene comuni al lancio di qualsiasi dispositivo hi-tech, rischiano di offuscare l'esperienza d'uso di un prodotto peraltro tecnologicamente avanzato.

Sul versante delle funzionalità più innovative, invece, spicca una curiosa situazione riguardante lo zoom 100x, fiore all'occhiello dei modelli Pixel 10 Pro e Pro XL. Alcuni utenti, infatti, ne hanno lamentato l'assenza immediata, salvo poi scoprire come la colpa non fosse di un'omissione ma di un semplice ritardo: per sbloccarlo, è necessario installare un aggiornamento dedicato che attivi la feature, la quale si appoggia su una combinazione di stabilizzatore ottico perfezionato e sulla potenza di calcolo del nuovo chip Tensor G5. Una volta eseguito l'aggiornamento, tutto torna come promesso.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.