Biancaneve tra polemiche e scelte controverse: il remake che divide
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Redazione Cultura e Spettacolo
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ROMA – Definire un film come “fascista”, “reazionario” o “di destra” (o di sinistra) è sempre stato un esercizio rischioso, spesso riduttivo e fuorviante. Non lo faremmo nemmeno per pellicole come Vecchia guardia di Alessandro Blasetti, figuriamoci per una serie come M. Il figlio del secolo, dedicata a Mussolini. Eppure, il nuovo Biancaneve diretto da Marc Webb, atteso al cinema dal 20 marzo, sembra aver scatenato un dibattito che va ben oltre la semplice critica cinematografica, toccando temi sociali, culturali e persino identitari.
Rachel Zegler, attrice di origini colombiane, interpreta la principessa protagonista in questa versione live-action del classico Disney del 1937. Una scelta che ha già fatto discutere, soprattutto per la decisione di non rispettare l’iconica descrizione della fiaba dei fratelli Grimm, che definisce Biancaneve come “la più bella del reame, con la pelle bianca come la neve”. Webb, rispondendo alle critiche, ha ribattuto con una domanda provocatoria: “Non ha la pelle candida, e allora?”. Una presa di posizione che ha diviso il pubblico, tra chi vede nella scelta un passo avanti verso una rappresentazione più inclusiva e chi la considera un’inutile forzatura ideologica.
Ma le polemiche non si fermano qui. Il film, che ha debuttato su Rotten Tomatoes con uno dei punteggi più bassi mai registrati per un remake Disney, risente anche delle critiche legate alla riscrittura del ruolo del principe azzurro, ridimensionato rispetto alla versione originale. E poi c’è la questione dei nani, o meglio, della loro assenza. Nel nuovo Biancaneve, i sette nani sono stati sostituiti da creature realizzate in computer grafica, una scelta che ha sollevato un vespaio di proteste. Marco Sessa, presidente dell’associazione delle persone con acondroplasia, ha definito la decisione “una fesseria che rischia di farci diventare ancora più personaggi e ancora meno persone”.
La Disney, da anni impegnata nella produzione di remake live-action dei suoi classici d’animazione, sembra navigare in acque sempre più agitate. Dopo La sirenetta, Il re leone e Aladdin, il nuovo Biancaneve si trova a fare i conti con un pubblico sempre più esigente e diviso. E mentre alcuni applaudono alle scelte coraggiose, altri le considerano un tradimento dello spirito originale delle storie.




