Dengue in Toscana, il focolaio di Piombino accende l’allarme zanzare

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Diversi casi di Dengue in Toscana hanno portato all’attenzione il focolaio registrato nell’area tra Piombino e Baratti, dove sono state confermate infezioni trasmesse localmente dalle zanzare. L’allarme è stato rilanciato dall’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della struttura di Malattie Infettive del San Martino di Genova, che ha evidenziato la necessità di una prevenzione più strutturata contro la diffusione dei virus trasmessi dagli insetti.

Il focolaio in provincia di Livorno e i controlli sul territorio

L’ultimo aggiornamento della Regione Toscana indica 22 casi accertati da agosto nell’area interessata, con persone che avevano frequentato una zona circoscritta tra Piombino e Baratti. La maggior parte dei pazienti è in fase di guarigione e non sono stati segnalati casi gravi, mentre gli interventi di controllo delle zanzare hanno accompagnato la gestione sanitaria dell’episodio. L’Istituto Superiore di Sanità ha identificato quello toscano come il principale episodio di trasmissione locale della Dengue presente in Italia nel periodo considerato, con un focolaio composto da casi sintomatici nella provincia di Livorno.

La situazione ha portato anche a un confronto istituzionale sulla necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione. A Pisa è stata avanzata la proposta di creare un coordinamento regionale delle disinfestazioni e di destinare nuove risorse allo studio della presenza delle zanzare sul territorio, coinvolgendo Comuni e Aziende sanitarie locali. L’obiettivo indicato è migliorare il monitoraggio e rendere più tempestive le attività contro i vettori responsabili della trasmissione.

I dati nazionali su Dengue, Chikungunya e Zika

Il bollettino della sorveglianza nazionale coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità segnala 265 casi confermati di Dengue dall’inizio dell’anno all’8 settembre. Di questi, 24 sono classificati come autoctoni, cioè acquisiti in Italia, mentre gli altri sono collegati a viaggi all’estero. Non risultano decessi associati alle infezioni da Dengue monitorate nel periodo.

Oltre al focolaio toscano, l’ISS ha rilevato un secondo episodio di trasmissione locale in Puglia. Nello stesso monitoraggio sono stati registrati anche 25 casi confermati di Chikungunya, con un caso autoctono e gli altri associati a spostamenti internazionali, oltre a tre infezioni da virus Zika legate a viaggi fuori dall’Italia. Il quadro conferma la presenza nel Paese di malattie trasmesse da zanzare che richiedono sorveglianza continua.

Perché le zanzare sono diventate un problema sanitario

La diffusione delle arbovirosi, cioè delle infezioni causate da virus trasmessi da insetti vettori, è un fenomeno osservato anche in altre aree europee. L’Agenzia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie ha evidenziato negli ultimi anni un aumento degli episodi locali di Dengue e della circolazione di virus come quello della West Nile, collegando il rischio anche alla maggiore presenza di specie di zanzare capaci di trasmettere queste infezioni.

La Dengue viene trasmessa principalmente attraverso la puntura di zanzare infette e può provocare febbre, dolori muscolari, mal di testa, dolore nella zona degli occhi ed eruzioni cutanee. La prevenzione si concentra sulla riduzione dei luoghi dove le zanzare possono riprodursi e sulle misure individuali contro le punture, come l’uso di repellenti, zanzariere e una maggiore attenzione ai ristagni d’acqua in contenitori e spazi esterni.

Bassetti ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una strategia stabile, sottolineando che gli interventi contro le zanzare non possono essere limitati alle emergenze dopo la comparsa dei casi. La gestione dei focolai richiede attività coordinate tra strutture sanitarie, amministrazioni locali e sistemi di controllo ambientale.

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