La Cremonese esonera Nicola, pronto Giampaolo con un contratto fino al 2027
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Redazione Sport
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La sconfitta interna contro la Fiorentina, un pesante quattro a uno che ha lasciato il segno, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai colmo da settimane. La Cremonese, attraverso un comunicato ufficiale diramato nella giornata di ieri, ha annunciato di aver sollevato Davide Nicola dalla conduzione tecnica della prima squadra, ponendo così fine a un rapporto che, dopo un avvio di stagione da sogno, si era progressivamente logorato nel corso di un girone di ritorno disastroso. Il club grigiorosso, con una nota stringata ma formale, ha ringraziato il tecnico piemontese e il suo staff per la professionalità e l’impegno dimostrati, ma la decisione, sofferta ma inevitabile, era nell’aria da giorni; del resto, la squadra non vince una partita dal lontano sette dicembre, quando allo Zini riuscì a superare il Lecce, e nelle quindici giornate successive sono arrivate undici sconfitte e appena quattro pareggi, un bottino di soli due punti nell'arco di oltre tre mesi che ha fatto precipitare le ambizioni e la classifica.
Se il passo indietro di Nicola era ormai scritto, altrettanto chiara era la strategia della società lombarda per il dopo, tant'è che le trattative per il successore sono state imbastite in parallelo, quasi a voler dimostrare che non ci sarebbe stato un minuto di esitazione. La scelta, come ampiamente previsto dalle indiscrezioni della vigilia, è ricaduta su Marco Giampaolo, tecnico che di queste situazioni complesse, e spesso di queste risalite dalla zona calda, ha una conoscenza diretta e recente, avendo conquistato una salvezza considerata miracolosa sulla panchina del Lecce nella stagione precedente. L'accordo tra il club e Giampaolo, che nelle prossime ore dovrebbe firmare un contratto che lo legherà alla Cremonese fino al giugno del 2027, è stato definito nei dettagli principali, mancano solo gli ultimi passaggi burocratici per l'ufficializzazione e la firma sul contratto che lo legherà al club per un anno e mezzo.
Un ritorno a distanza di dieci anni per tentare l'impresa salvezza
Per Giampaolo, classe 1967, quella che si appresta a intraprendere non è una prima volta assoluta sulla panchina grigiorossa, ma un ritorno che sa di rinascita e, allo stesso tempo, di rivincita personale. Nella stagione 2014-2015, infatti, il tecnico originario di Bellinzona aveva già guidato la Cremonese, subentrando a campionato in corso in Serie C, e pur non riuscendo a centrare la promozione, gettò le basi per rilanciare una carriera che sembrava essersi arenata. Oggi, a più di dieci anni di distanza, si ritrova a raccogliere una squadra al diciottesimo posto, terzultima in classifica e a tre punti dalla zona salvezza, con un calendario che impone una reazione immediata già a partire dal prossimo impegno contro il Parma. Il contratto lungo, fino al 2027, suggerisce la volontà da parte della società di creare un progetto tecnico che vada al di là dell'immediato risultato, anche se l'obiettivo primario, oggi, è uno e uno soltanto: raddrizzare una nave che sembra aver perso la rotta e centrare una salvezza che, visti i numeri del girone di ritorno, appare come una vera e propria impresa.
Il crollo verticale dopo un avvio da alta classifica
Quello che colpisce, analizzando la parabola della gestione Nicola, è la dicotomia tra un esordio folgorante e un tracollo altrettanto rovinoso. Fino a metà dicembre, la squadra viaggiava a ritmi da zona europea, alimentando sogni e illusioni in una piazza che non viveva il palcoscenico della Serie A da tempo. Poi, come un interruttore che si spegne, il black-out totale: quattro punti in quindici partite, una serie impressionante di sconfitte consecutive e un gioco che si è spento di colpo, lasciando spazio a una fragilità mentale e tecnica che ha portato la squadra a sprofondare in piena zona retrocessione. La dirigenza, di fronte a questo crollo verticale e al rischio concreto di vanificare un'intera stagione in pochi mesi, ha deciso di intervenire in modo netto e chirurgico, affidando le chiavi della squadra a un professionista che, pur con i suoi alti e bassi, ha dimostrato nel tempo di saper lavorare con intelligenza sugli aspetti tattici e motivazionali del gruppo.




