Milano, Sala rivendica il suo operato e annuncia: "Non mi dimetto, andrò avanti"
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Redazione Interno
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Giuseppe Sala, sindaco di Milano, non ha intenzione di fare marcia indietro. Nonostante l’avviso di garanzia ricevuto nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica milanese – che lo vede coinvolto insieme ad altre figure chiave dell’amministrazione –, il primo cittadino ha ribadito con fermezza la volontà di rimanere in carica fino alla scadenza naturale del mandato, nel 2027.
"Sono un po’ provato, ovviamente non è piacevole la situazione, ma alla fine la passione e la voglia di lavorare prevalgono", ha dichiarato questa mattina in diretta a Rtl 102.5, ammettendo senza giri di parole il peso delle indagini ma sottolineando al tempo stesso la determinazione a proseguire. Una posizione che aveva già anticipato in Consiglio comunale il 21 luglio, quando, pur senza entrare nel merito delle accuse, aveva chiarito di non volersi tirare indietro.
Sala non solo difende la propria linea, ma rivendica apertamente molte delle operazioni immobiliari portate avanti in questi anni, considerandole parte di un progetto più ampio per la città. "Rivendico gran parte delle operazioni edilizie", ha affermato, lasciando trapelare una certa irritazione per il modo in cui è stato informato del suo status di indagato.
Tra i dossier più delicati c’è quello del nuovo stadio di San Siro, che Milan e Inter vorrebbero realizzare al posto dell’attuale impianto. Sala ha ricordato che qualsiasi decisione dovrà passare dal vaglio del Consiglio comunale, essendo coinvolti beni pubblici. "Per dignità personale voglio portare avanti questa iniziativa", ha detto, pur ammettendo che l’ultima parola spetterà all’assemblea cittadina.
Pur senza negare che possano esserci stati errori, il sindaco ha tenuto a sottolineare i progressi fatti da Milano negli ultimi vent’anni, definendola una città migliorata. Un punto su cui insiste, anche di fronte alle critiche. E mentre l’inchiesta procede, ha trovato una parziale copertura nelle parole della premier Giorgia Meloni, che giorni fa aveva escluso un automatismo tra avviso di garanzia e dimissioni. "Sono parole corrette", ha commentato Sala, "non possiamo essere legalitari a corrente alternata".




