L’immortale estestica di Hulk Hogan e il wrestling che lo celebrò a Cleveland

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La scomparsa di Terrence Gene Bollea, meglio noto come Hulk Hogan, ha lasciato un vuoto non solo nel mondo del wrestling, ma in quella cultura popolare che lui stesso contribuì a plasmare. Morto a 71 anni per un arresto cardiaco in Florida, Hogan era diventato un’icona capace di trascendere i confini del ring, influenzando televisione, cinema e persino la politica. Se la sua vita privata è stata oggetto di controversie, legate a fatti ormai acclarati, il suo personaggio – muscoli gonfi, bandana e baffi iconici – rimane indelebile nell’immaginario collettivo.

A Cleveland, città che venerdì scorso ha ospitato il Friday Night SmackDown della WWE, i fan si sono riuniti in un tributo spontaneo, dimostrando quanto il mito dell’"Hulkster" resistesse oltre le polemiche. La federazione, del resto, non ha perso tempo: già nelle ore successive alla notizia della morte, erano iniziati i preparativi per un omaggio ufficiale, con numerose leggende del wrestling contattate per partecipare. Tra queste, secondo Fightful Select, anche diversi membri della Hall of Fame, pronti a rendere omaggio a colui che, negli anni ’80 e ’90, trasformò la WWE in un fenomeno globale.

Quello che pochi ricordano, però, è il legame di Hogan con l’Italia, e in particolare con Cigliano, il paese in provincia di Vercelli da cui partirono suo nonno e bisnonno. Se il suo personaggio evocava più un supereroe dei fumetti che un italoamericano, a Cigliano la sua storia è stata tramandata per generazioni, quasi una leggenda moderna: il "cugino d’America" che, con il suo fisico bestiale e il carisma da showman, aveva conquistato il mondo.

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